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giovedì 30 luglio 2015

Law and order - Italian verscion

Da anni sono un appassionato, per la gioia di mia moglie, di una serie di grande successo: Law and Order. Serie che ha dato vita a tanti spin-off diversi. Law and Order: Unità vittime speciali; Los Angeles; UK; Criminal Intent, ecc...

Mi piacciono quasi tutte, ad eccezione di UK e Criminal Intent che trovo troppo lente e riflessive. Tra i personaggi preferiti ci sono i detectives Lennie Briscoe, Mike Logan (conosciuto al pubblico femminile di Sex and the city), l'agente Stabler, il viceprocuratore Jack McCoy che, di solito, è circondato da assistenti di tutto rispetto, su tutte Abby Carmichael (la bellissima Angie Harmon).

Per chi non avesse mai visto la serie tv in questione (dove vivete? su Marte?), si tratta di un copione molto semplice: reato (omicidio, di solito scoperto da tizio che fa jogging nel parco), indagine investigativa e fase processuale. Su questo assunto si sviluppano storie sempre diverse e, per me, coinvolgenti. Questa idea, come dicevo prima, ha avuto diversi sviluppi non sempre di mio gradimento come la UK.

Mi sono sempre chiesto come sarebbe una stagione nella versione italiana. Se in tutte le altre versioni una puntata basta per uccidere, indagare, procedere in tribunale e condannare/assolvere, in Italia bisognerebbe partire da una base di 3 stagioni per riuscire ad entrare in tribunale e altre 5 per svolgere il processo. Se poi l'imputato fosse un politico, servirebbero altre 3 stagioni per l'interrogazione parlamentare e, alla fine, si concluderebbe il tutto con l'insabbiamento perché l'imputato non sapeva l'età della sganzerlina o perché i soldi sottratti sarebbe stati comunque usati per la malasanità. In effetti, Law and Order italian verscion è un'idea irrealizzabile.

Che ne pensate? Qual è la vostra serie tv preferita?

lunedì 6 settembre 2010

Bear Grylls: nella savana con saccopelo a cinque stelle.

Ultimamente il mio motto è "Verso l'avventura e oltre!!!". Sì, lo so, non è originale... l'ho rubato a Buzz Lightyear. Come mai vi chiedere voi. Colpa di Sky, Discovery Channel. Per essere più chiari la colpa è di un documentario con Bear Grylls, dal titolo "L'ultimo sopravvissuto" che spiega tutte le tecniche di sopravvivenza nei posti più sperduti del mondo: savana, giungla, foresta pluviale, ghiacciai artici, studi grafici, banche, call center e negozi di moda durante i saldi. Nei 60 minuti circa di tv-spettacolo insegna a costruire un riparo, a trovare l'acqua e il cibo (normalmente delle cose immangiabili) e ad orientarsi. Insomma tutte quelle cose utilissime per tornare a casa sano e salvo. La domanda che vi girerà in testa è la stessa che gira nella mia: per quale cazzo di motivo mi dovrei perdere nella savana, in siberia, nella giungla o sa il cazzo dove. Il posto più pericoloso che ho frequentato, dopo la Baia Imperiale, è il lido di Policoro. Però... ammettiamo il caso che una sera bevo un bicchiere di troppo e il giorno dopo mi ritrovo tra dune e sabbia nel Sahara... io mi uccido. Magari non mi impicco... perché se trovo un oasi con acqua e datteri, sarebbe da idioti attaccarsi ad un albero. Di sicuro non mi metto a cacciare scorpioni, serpenti e lucertole per mangiarmele. 
Lo confesso! Da quando sono diventato amico di Bear Grylls vedo il mio giardino con occhi diversi: il lombrico è diventato fonte di proteine, la cacca del cane di acqua. Anche gli oggetti hanno assunto una valenza nuova: non esco più senza il mio coltello e la borraccia. Bisogna essere previdenti. Infatti, quando mi alzo la mattina, lego al letto il filo interdentale e vado in bagno a lavarmi la faccia. Con questo espediente non rischio di perdermi! La mia vita è cambiata in maniera sostanziale. Quando compro le scarpe, cerco solo scarponcini in goretex per tenere il piede caldo e asciutto e con suola a carrarmato per l'aderenza e rinforzo d'acciaio (morire per aver calpestato un pesce pietra sarebbe da idioti), ovviamente, con tomaia rinforzata per evitare morsi della letale vipera della morte (che vive solo in Australia lo sò, ma con la globalizzazione è meglio stare attenti!!!); i pantaloni devono essere in materiale tecnico impermeabile, traspirante, antisudore, repellente, dermoristrutturante e, se necessario, purgante; i giubbotti impermeabili con cappuccio e anti strappo, cuciture a caldo in gomma e antivento, antiscippo, antivirus, antidialer e antistante. Ho comprato anche un SUV con gps e bussola. Il navigatore non mi serve più. Con Bear Grylls la strada più veloce è quella dritta tra il punto A e B. Non importa se ci sono frutteti, piscine, asili, agriturismi, ospedali o cimiteri. Io tiro dritto!!
Domani per lavoro sarò in trasferta. Pregusto già il momento, quando con la mia giacca termica mi costruirò una tenda, con le mie mutande in lycra elastica una amaca, con il mio coltellino svizzero mi procaccerò il cibo e con arbusti e foglie secche accenderò il fuoco. Poi con la carta di credito mi pagherò la notte in albergo... che metterò in conto all'azienda.
Ps. Se Bear Grylls dovesse venire, per qualsiasi motivo, nella vostra città... occhio al vostro cane, gatto, uccellino e/o pesce rosso. Io vi ho avvisati!

(Nella foto Bear Grylls da McDonald che mangia un Zebra Burger)

mercoledì 7 luglio 2010

Lie to me: una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.

La settimana scorsa, causa il caldo torrido e afoso, ho acceso il condizionatore e mi sono piazzato seminudo sul divano in sala. Ho acceso il tivvì e ho iniziato a fare zapping. Su Fox, un canale Sky, mi sono imbattuto nel viso enigmatico di uno dei miei attori preferiti: Tim Roth. Per chi non lo conoscesse, consiglio assolutamente di guardare Rosencrantz e Guildenstern sono morti, Le Iene e/o La leggenda del pianista sull'oceano. In un altro post devo assolutamente parlarvi anche di Zona di Guerra (1999) un film durissimo del quale è regista.

Torniamo a me che faccio zapping e mi trovo faccia a faccia con Tim. Io non amo le serie tv. Non è un atteggiamento snob, anzi. E' una questione di metodo. Le serie tv le percepisco come libri che puoi leggere per metà, per poi attendere l'anno successivo per sapere se termina o continua. Sono state tante quelle che mi hanno coinvolto: Deadwood, Lost, Heroes, Frasier, Californication, Il mio nome è Earl. Il problema è che il mio corpo manca dell'enzima che gli permette di concentrarsi e allinearsi alla loro tempistica. L'unico modo che ho per seguire una serie tv è aspettare che finisca, procurarmi il dvd e guardarmela in full-immersion.

Così mi sono imbattuto in Tim Roth e Lie to me. E' la storia di uno studioso di linguaggio del corpo esperto in microespressioni. Gli episodi sono girati molto bene, i dialoghi sono molto ben costruiti e le storie, di ottima qualità, sono supportate anche da filmati e documenti fotografici di processi e avvenimenti reali. Se state pensando che è una buffonata, posso solo dirvi che il tutto ha delle notevoli basi scientifiche, poste sul lavoro di Paul Ekman, notissimo psicologo statunitense professore di psicologia al Dipartimento di Psichiatria dell'Università della California. Il tutto parte dalla scoperta che alcune espressioni del visto, che trasmettono le emozioni, non hanno una determinazione culturale ma sono universali nella cultura umana. In poche parole, come aveva già detto Darwin, le emozioni (rabbia, vergogna, dolore, disprezzo, ecc...) si tramettono in quelle che si chiamano microespressioni e sono un patrimonio comune a tutta l'umanità.
La fortuna ha voluto farmi imbattere proprio nel primo episodio della prima serie. E' stato un contagio immediato e mi sono dovuto procurare tutti gli episodi. La prima serie è volata via in un attimo. La cosa assurda, che sconfina nel patologico, è che ho iniziato a prendere appunti sulle microespressioni e l'altra sera ho fatto un esperimento. Ho registrato il discorso di un politico in tv e me lo sono riguardato al rallentatore. Se prendo per buono quello che ho imparato da Lie to me, il politico in questione, non stava mentendo... stava solo recitando il discorsetto a memoria senza, per altro, credere a quello che stava dicendo.
Inutile aggiungere che ne consiglio caldamente la visione, non di Gaspar.. ops!, di Lie to me. Se volete fare 30 bé, fate 31 e guardatevelo in lingua originale. Poi tornate qui e ditemi che ne pensate e non provate a mentirvi... vi smaschererei senza problemi!!