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mercoledì 15 ottobre 2014

Alluvione? Ne servirebbe una al mese...



Ovviamente non sono impazzito. Buona parte del mio cuore è genovese, non per il momento particolare che sta attraversando la città, ma perché le mie estati più belle hanno sulle labbra la salsedine di mar Ligure. Perché mia nonna, seppur di origine pugliese, ha sposato un genovese DOC ed io, emigrato in Lombardia, ho la testa nella nebbia e il cuore nel mare.

Sappiamo tutti cosa è successo qualche giorno fa. La stessa cosa che è successa nel 2011. Ha piovuto e la città è stata devastata dalle acque e i genovesi messi in ginocchio. Anzi, no. I genovesi hanno subito molti danni, ma non si sono inginocchiati. Hanno preso atto dell'accaduto e il giorno dopo, come nel 2011, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a spalare.

Ora non mi interessa dare colpe, parlare di lavori non fatti, burocrazia o altre amenità. Non mi interessa la mediocrità di un paese che si sta suicidando. Preferisco parlare della speranza e della fiducia che questo disastro mi sta regalando.

Dal fango, arrivato con le acque, sono sbocciati i fiori della solidarietà. Migliaia di persone si sono messe gli stivali e i guanti e sono andate a spalare. Tanti altri offrono gratuitamente brioches, cappuccini, focaccia, bibite e panini a chi sta spalando. Altri ancora regalano guanti e attrezzi da lavoro a chi, sprovvisto, vuole rendersi utile. Ecco, questa cosa mi ha colpito moltissimo.

Sono state fatte anche polemiche inutili su extracomunitari che stanno con le mani in mano, ignorando quelli che le mani se le stanno sporcando o su Antonini, giocatore del Genoa, che ha spalato fango con la felpa della sua squadra. Polemiche di questo tipo, le lascio agli imbecilli.

Una cosa vorrei dirla. Domani, settimana prossima, forse fra mesi, Genova tornerà al suo splendore. Il cielo, grigio e piovoso, tornerà ad essere limpido e sferzato dal vento. Voi Genovesi, però, non dimenticate quello che è successo. Diventate parte attiva nella protezione della Vostra città e alle prossime votazioni usate il buon senso.

Sopra di tutto, però, non dimenticate la magia di questi giorni. Il sorriso di quel ragazzo che, non conoscete, ma vi si è presentato offrendo il suo aiuto. La solidarietà di questi giorni. Il piacere di offrire qualcosa che sia un panino, un paio di guanti da lavoro o il proprio tempo per aiutare chi l'alluvione l'ha subita.

Quest'alluvione insieme a tanti disastri, ci ha ricordato che la natura, con dolcezza o violenza, si riprende sempre ciò che le è stato tolto e la solidarietà dei genovesi, in questi giorni, ha rimesso ordine in una scala gerarchica stravolta, dando il primo posto all'uomo e scalzando il denaro.

Sarebbe bello che fosse sempre così ma, forse, per dare il meglio dobbiamo sempre vivere il peggio.

Forza Geno(v)a

sabato 2 marzo 2013

Se i cani potessero parlare...

Questa mattina, mi son svegliato e bella ciao, bella ciao... No, non è un post politico. Dopo essermi svegliato, con la mia dolce metà siamo andati a fare colazione al nostro baretto preferito in centro. Motoretta, strada, posteggio, passeggiatina verso i nostri cappucci e brioches e... STUPORE. Il nostro baretto normalmente semi-vuoto, è strapieno. Tavolini di signore attempate con cagnetti, taglia pantegana, rivestiti con cappottini ignobili. A costo di farmi antipatie lo dichiaro onestamente. Non amo gli animali, ma li rispetto e non farei loro male in nessun modo. Però, l'idea di averli in casa sul divano, sulle sedie, sul letto con peli ovunque mi schifa. Come mi schifa andare a casa di proprietari di gatti che ti invitano a cena e, mentre cucinano accarezzano gli animali. Andiamo oltre. 

Le signore in questione hanno passato tutto il tempo a parlare delle loro bestiole e ho scoperto, con grande stupore, che i loro cani hanno un guardaroba di cappottini di lana, imbottiti, impermeabili ecc... Da lì, non sapendo cosa fare, perché i clienti del bar stracolmo si sono fottuti tutti i giornali da leggere, ho iniziato a pensare ai cani. La prima riflessioni mi è sorta spontanea, quando una signora ha parlato della difficoltà che ha a mettere il cappottino al suo golden retriever. La povera bestiola quando fa freddo, diventa insofferente al cappottino, ma non sa che la padrona glielo mette per il suo bene. Avrei voluto dirglielo alla signora che è normale che un cane dotato di pelo, in Brianza (non al polo Nord) si innervosisce se gli si mette il cappottino, anche se verde acquamarina e comprato da Benettòn. Anche perché se il signore avesse voluto che il cane si coprisse, l'avrebbe fatto senza pelo e con il pollice opponibile. Non credo che un cane, se potesse scegliere liberamente, andrebbe a provarsi un cappottino. 

Dopo il cappottino di lana, anche l'assurdità della mantellina impermeabile. Che dico io, non saranno stati più utili quattro stivaletti di gomma? Oltre a questo mi sono venute in mente tutte quelle volte che, per strada, quei cagnetti-topo che rischi di schiacciare con un piede, abbaiano come forsennati a cani quattro volte più grandi. Ho elaborato una teoria. Sono arrivato alla conclusione che la maggior parte di quei cani grossi, prima facevano vita da bulli andando a rubare le crocchette a quelli più piccoli, che ora possono vendicarsi. Proprio questa mattina, dopo aver fatto colazione, un ciuaua si è messo ad abbaiare con quell'odioso falsetto ad un "sarcazzolarazza" di taglia media con un cappottino a quadrettoni. 

Io ho tradotto il cagnese e sono convinto che il toporagno con quel suo abbaiare fastidioso gliene stava dicendo di tutti i colori, cose del tipo: "Eccoti lì!! Facevi il bullo con me, vero? Ora guarda come ti sei ridotto... al guinzaglio e con un cappottino rosso a quadrettoni. Fai ridere!!! Sei ridicolo sembri vestito come il Carlton Banks, il cugino del principe di Bell Air. Hai gli stessi maglioni!! Dov'è la tua dignità? Non fai il bullo adesso, vero? Sei ridicolo, sei ridicolooo. Sei tutto chiacchere e cappottino!!!!" Mentre l'altro, rasentando il muro, vergognandosi come un ladro, non abbozza nemmeno un bau. Anzi, sembra che timidamente cerchi di allontanarsi tirando dolcemente il padrone. 

 Eh, già. Se i cani potessero parlare, credo proprio che vi chiederebbero se pensate alla loro reputazione, quando gli mettete quegli inguardabili cappottini.

domenica 2 settembre 2012

A Renzi... mavaffanculo, va!

Renzi al lavoro per per non perdere il posto.


Mi è capitata sotto mano questa dichiarazione di Renzi: (Il 5 Stelle) lo disinneschiamo in 2 settimane se il PD porta in parlamento delle proposte di legge per dimezzare il numero dei parlamentari e relative indennità, per abolire il finanziamento pubblico e il vitalizio ai parlamentari. Se facessimo questo, Grillo passerebbe dal 15% all'1.5%." 

Qui trovate l'articolo. La mia non è certo una difesa di Grillo e M5S. Di certo c'è che Renzi questa uscita poteva evitarsela, perché le cose che dice andavano fatte anni fa, probabilmente molto prima che lui nascesse. La cosa che mi incazzare è che queste proposte non sono fatte per motivi etico-morali, perchè è assurdo che in Italia ci sia gente che deve andare a lavorare in bicicletta perché non può più permettersi la benzina, mentre in parlamento ci sono bestie che hanno tutto spesato e vivono SULLE spalle e ALLE spalle dei cittadini.

Le idee di Renzi sono encomiabili, ci mancherebbe. Però, mi fa incazzare perché non sono proposte per aiutare un Paese in ginocchio, ma sono pensate per paura di perdere il proprio sgabellino, il proprio tranquillo posto al sole.

Se non ci fosse stato Grillo e il suo M5S (che ha tanti pregi e tanti difetti), Renzi avrebbe fatto queste dichiarazioni o sarebbe stato in spiaggia in Versilia a leggere la Gazzetta dello Sport?

Agli italiani non interessa che disinneschiate il M5S, siamo molto più interessati a risolvere la crisi che ci sta riducendo al lastrico.

Per concludere: l'idea è buona è il motivo che è vergognoso. Dunque Renzi, maffanculo, va!

domenica 26 agosto 2012

Post domenicale: la benzina è una bega(n) nazionale.

Questa mattina sveglia presto. Insomma... presto magari no, sveglia. Lavata di faccia, bermuda, maglietta, espadrillas e via a fare colazione con i genitori di lei e i miei. Giornata limpida di sole, leggermente più fresca dei giorni passati. Macchina a secco, per fortuna nei fine settimana la Eni ci viene incontro con gli sconti. Avvio l'app (utilissima e consigliata) Prezzi Benzina e, con grande sorpresa (si capisce la vena sarcastica?), mi accorgo che quasi tutti i benzinai indipendenti hanno prezzi migliori di Eni. Faccio scorrere sul display i prezzi e vedere la benzina quasi a 2 euro mi fa rabbrividire. La cosa più sensata e civile che dovrebbe fare un governo, secondo me, sarebbe finanziare una società per produrre una macchina ad energià alternativa. Non ho conoscente tecnico-meccaniche ma credo che abbiamo la conoscenza e la tecnologia per poter mandare la benzina in soffitta, o no? Se il governo italiano mettesse in produzione una macchina elettrica (o a qualsiasi carburante ecologico ed economico), io la comprerei senza pensarci (chiaramente la macchina non deve essere un catorcio). Tra le altre cose, c'è un'altra divertente app della Eni, che permette di comporre una frase da scrivere sulla t-shirt di Rocco Papaleo. Io ne ho inviate due ma mi sono state bocciate entrambe. La prima diceva "Ripartire è... trovare una alternativa alla benzina".

La macchina corre e i Depeche Mode Live sono a palla. Arriviamo al bar con giardino. I genitori sono già lì. Cappuccio, brioches, frutta, mousse al cioccolato, succhi di frutta e spremute. C'era proprio tutto. Anche i giornali per una rassegna stampa. Leggo che è morto Neil Armstrong. La vera notizia però è della Began che ha dichiarato di aver perso il bambino di Berlusconi. Tra me e me, commento che era meglio avesse perso quello di Bossi, perché tutto sommato Piersilvio riesco ancora a sopportarlo.

Leggo anche qualcosa a riguardo della crisi economica, dell'euro, della Grecia, dello Spread. Leggo le dichiarazioni a proposito della BCE, di Bersani, della Fornero e di Monti. Ci capisco poco, pochissimo ma ho la netta sensazione che se mettessi, come Primo Ministro Europeo, la mia compianta nonna Ninetta nel giro di 20 minuti sfanculerebbe la totalità dei Banchieri, delle lobby del petrolio e tutti gli avvoltoi che dalla crisi traggono profitto. Al primo che le parlasse di economia virtuale e/o apertura della borsa di Tokyo o Milano, assesterebbe un sonoro ceffone in dolby surrounds e invece di parlare di tassi d'interesse, spread, inflazione ammistrebbe tutto come ha sempre fatto con parsimonia e razionalità, facendo attenzione agli interessi di tutti. Sono convinto che nel giro di due mesi porrebbe rimedio a tutto 'sto casino.

Tornando a casa, la mia dolce metà mi fa notare che a Desio stanno costruendo un grattacielo stile Manhattan. In un paesino di casette bassine, quasi tutte villette bi-famigliari, si erge presuntuosa, questa struttura che ricorda tanto un obelisco egiziano o, usando un francesismo, un grosso dito puntato nel culo del cielo. Ci guardiamo e chiedendoci chi abbia pensato e poi permesso uno scempio simile.

E ai vostri occhi quali eresie architettoniche si palesano?

lunedì 14 maggio 2012

CSI: la potenza di faccia da libro. Tratto da una storia vera, urca!

Oggi un mio collega, a fine lavoro, mi ha chiesto di accompagnarlo in una missione socialmente utile. Visto che era una bella giornata e non avevo nulla di particolare da fare, ho accettato senza nemmeno chiedere quale fosse la destinazione. Infiliamo i caschi, ci copriamo bene perché anche se c'è il sole fa freschino, saliamo sulle nostre moto e via. Guidiamo per una quindicina di minuti e arriviamo a destinazione. Entriamo in un negozio e...

E' necessario che vi spieghi l'antefatto. Qualche giorno prima il mio caro collega, con il suo scooter, si stava recando in un baretto per la pausa pranzo. Guida e guida, si ritrova dietro ad un autobus di linea pieno zeppo di studenti. Inizia il solito show studentesco, complice l'aria primaverile. Alcuni salutano, altri fanno boccacce al mio collega che risponde divertito. Dalla gogliardia, alcuni decidono di passare dal lato della maleducazione. "Ditimedi" che si alzano, labiali offensivi, insomma tutto il catalogo. Su tutti ce n'è uno che veramente la fa fuori dal vaso. Arrivati ad un semaforo, il collega ha la prontezza di prendere il suo cellulare ipertecnologico e gira un video. Gli studentelli, invece che inibirsi, danno il peggio. E quello che l'aveva già fatta fuori dal vaso, si veste da Iron Man degli imbecilli. L'idea iniziale, come riferitomi dal collega, era postare il video sul profilo Facebook per mostrare la maleducazione dilagante. Però, perché c'è un però, durante la pausa pranzo, nota un particolare interessante. Incastrata dietro al sedile si vede una cartelletta di plastica, quelle usate per metterci i disegni e/o le squadre di tecnica. Su quella cartelletta c'è scritto qualcosa che lo incuriosisce. Tornato a casa, guarda il video sul pc e scopre che sulla cartelletta c'è scritto, con un bel pennarellone nero, un Nome Cognome e indirizzo (presumibilmente) di uno studente.

Qual'è la percentuale di studenti/adolescenti senza un profile facebook? Un numero pari a zero? Inizia la ricerca che dura circa 7 secondi. Dalla foto del profilo riconosce immediatamente uno degli studenti del pullman e, per onestà, diciamo che era uno di quelli che si era fermato ben prima che il gioco sfociasse nella maleducazione. Lo contatta mandandogli un fotogramma del video e, con un banale stratagemma, riesce ad avere nome e cognome dell'Iron Man degli imbecilli. Altra veloce ricerca su Facebook e risale al colpevole. Chiede l'amicizia che viene concessa senza nessun criterio. Da qui in poi legge la bacheca e scopre un sacco di cose interessanti. Una di queste è che i genitori di questo ragazzo hanno un negozietto, praticamente sulla strada per andare in ufficio.

Avrete capito che la passeggiata con il mio collega ci ha portato davanti al negozietto dei genitori dell'adolescente. Entriamo. Chiediamo al signore se è il papà del ragazzo in questione e alla risposta affermativa, il mio collega estrae il cellulare e gli fa vedere il video. Il papà diventà paonazzo, guarda il mio collega e si scusa a più riprese per la maleducazione del figlio, aggiungendo che lo chiama per far sì che si scusi personalmente. Il mio collega fa presente che non è necessario e non è li per questo, ma solo per far capire al ragazzo che se incontra la persona sbagliata, rischia di prendere dei calci nei denti. Il padre non vuol sentire ragioni. Alza il telefono. F. è a casa? Mandamelo subito in negozio. Non mi interessa, se non è qui in cinque minuti vengo a casa a prenderlo per un orecchio. 

Arriva il malcapitato. E' spiazzato. Vede il padre visibilmente alterato davanti a due sconosciuti e non capisce il perché. Il padre, con uno sguardo tipo Clint Eastwood nel Texano dagli occhi di ghiaccio, chiede al mio collega di mostrargli il video. Detto fatto. Il ragazzo diventa bianco come un cencio mentre il padre gli assesta uno schiaffone che sembra il rombo di una Ducati Monster.

Il ragazzo, pungolato dal padre, rivolge le sue più sincere scuse al mio collega che lo invita ad essere più prudente. Salutiamo e usciamo.

Davanti a noi il sole sta esplodendo in un fantastico tramonto. Saliamo in sella ai nostri palafreni e ci incamminiamo verso il tramonto. Possiamo tornare a casa. Giustizia è fatta.

sabato 25 febbraio 2012

Lapo Elkann e la controversa arte di mimetizzarsi...

Lapo Elkann a me è sempre stato simpatico e credo che lo sia a tutti. Perché ricorda un po' l'amico scemotto che tutti hanno avuto nell'adolescenza. Solo che lui ha tutti i mezzi per poter continuare ad essere scemotto anche da grandicello. Ultimamente è su tutti i giornali per le sue grandi trovate stilistiche. Qualche settimana fa, come è stato possibile leggere e vedere in tv, era a vedere la Juventus con degli originalissimi pantaloni a righe bianche e nere. Considerando che ultimamente la Juve si esibisce con una maglietta color Hello Kitty, in effetti Lapo ha proprio avuto un'intuizione degna del miglior Steve Jobs. Nel 2007 il geniaccio di casa Agnelli è stato premiato a Madrid da GQ 'Best Young International Business Man' grazie alla sua innata creatività. 

Negli ultimi mesi l'eclettico designer a tutto tondo è balzato alle cronache per il suo esclusivo SUV mimetico e in queste settimane per la fantastica Ferrari sempre mimetica. Qui, nella fato a fianco, potete vedere un banale tram arancione che cerca di offuscare l'originalità del macchinone di Elkann. Dico io ma nel 2012 abbiamo ancora i tram? e soprattutto perché si ostinano a passare così vicino ai marciapiedi?

Il vulcanico Elkann è stato proprio folgorato da questa nuova tenuta mimetica, originalissima e mai usata da nessuno, se escludiamo tutti gli eserciti del mondo e metà degli adolescenti alternativi-grunge-fricchettoni degli ultimi ventanni. Lapo, però, grazie alle sue idee è riuscito a imporsi come paladino dello stile italiano. E questa cosa la dice lunga su come sia messa la creativià in Italia. Perché poi, diciamolo pure, di creativi con idee migliori di Lapo il mondo è pieno. La differenza sta nel fatto che lui ha la possibilità di buttare soldi nel cesso per pitturare la macchina di verde mimetico e/o creare occhiali da 1000 euro. Fossero almeno quelli a raggi X per vedere le donne nude.

Che poi sarebbe interessante capire quanti compreranno una Ferrari mimetica come questa nella foto. Io se avessi le possibilità non ci penserei nemmeno per mezzo secondo.

Anche perché, pensandoci bene e considerando tutte le multe che ha preso per divieto di sosta, queste macchine mimetiche non è che si mimetizzano così bene.

giovedì 24 novembre 2011

La tanto vituperata semplicità del genere maschile. (Parte 1... forse)

In queste ultime settimane, con amici e colleghi, si è parlato di uomini e del loro essere semplici. Per completezza di informazione, devo dire che a trattare l'argomento erano delle donne; gli uomini, in quanto semplici, non hanno bisogno di parlarne. Ho sentito così tante discussioni che mi è sorto il bisogno di scriverci questo post che, probabilmente, avrà un seguito.

Innanzittutto dobbiamo capire il nocciolo del discorso. Le donne sostengono (a ragione) che l'uomo vive con semplicità qualsiasi aspetto della vita. Il problema è che, seguendo il discorso delle suddette e ascoltandone le ragioni, questa semplicità è sinonimo di superficialità e grettezza d'animo. Su questo dissento e rilancio: il problema è la complessità della donna non la semplicità dell'uomo.

Ascoltando tutte queste discussioni, ho preso appunti sui temi più ricorrenti, che potrei riassumere così:
  • Lunedì: lei è arrabbiata perché lui non le ha detto che la ama.
  • Martedì: lei è arrabbiata perché lui non le ha detto che la ama e non si è accorto che lei è arrabbiata da lunedì.
  • Mercoledì: lei continua ad essere arrabbiata per i motivi accumulati lunedì e martedì ed ora si sta quasi convincendo che lui non la ama più, perché se l'amasse non sarebbero in quella situazione.
  • Giovedì: lui, prima di uscire di casa, le ha sussurrato "ti amo, sei bellissima". Lei è indispettita perché di prima mattina non è affatto bellissima e quel ti amo... perché? Cosa sta nascondendo?
  • Venerdì: lei è incazzata perché è ovvio che con quel bellissima di ieri voleva prenderla in giro.
  • Sabato: lei è incazzata perché lui non si è accorto che è incazzata dal giorno prima (anche se poi è arrabbiata da lunedì).
  • Domenica: in un momento di lucidità e calma lei decide di affrontare l'argomento con lui. Proprio alle 15.00, quando iniziano le partite...
Sapendo già di cimentarmi in un compito che fallirò, provo a portare le ragioni dell'uomo. Come già scritto e ribadito, l'uomo è una creatura semplice che ha conservato in sé tutti i tratti del bambino. E' difficile che un uomo dica "ti amo": alle parole preferisce la semplicità di un gesto. Tutte le volte che ricevete un bacio o, passeggiando, lui vi prende la mano intrecciando le sue dita con le vostre; quando al cinema in un momento particolare vi girate a cercare il suo sguardo mentre lui era già lì ad attendere il vostro, ecco in tutti quei momenti lui vi ha detto "ti amo" con un gesto.

Sfatiamo una volta per tutte questo mito e diciamo la verità: se un uomo vi dice "ti amo" una volta al giorno mente e/o ha un secondo fine.

"Ti amo" sono due parole semplici ma importantissime, sono come l'abito bello e si usano solo nelle occasioni importanti. L'uomo paradossalmente le userà nel momento meno opportuno. Vi dirà "ti amo" quando sarete stressate e incasinate e probabilmente poco apprezzerete l'intenzione; vi dirà che siete bellissime mentre voi vi sentirete brutte come delle scarpe vecchie. Insomma, vi dirà queste parole nei momenti più assurdi che poi, per una mente semplice, sono i momenti del bisogno, i momenti più adatti. Che bisogno c'è di dirvi che siete bellissime se siete consapevoli di esserlo? E' piaggeria e inutile lusinga o addirittura è mancanza di autostima ma in questo caso vi serve un psicologo, non certo un compagno di vita.

Un altro aspetto che sarebbe bello sottolineare è la reazione alle parole "ti amo" ma non lo farò. Lascio uno spazio di autoriflessione.

Una ulteriore lamentela riguarda l'indifferenza dell'uomo verso gli stati d'animo delle compagne barra mogli. L'uomo, per vostra stessa ammissione, è una creatura semplice e le creature semplici quando hanno un problema cercano di risolverlo o ne parlano con qualcuno. Le creature complesse, invece, quando sono nei guai fanno di tutto per nasconderlo ma, nel contempo, si incazzano perché il loro compagno non si è accorto di nulla. Sappiate che il vostro compagno non vi chiederà mai nulla e state pur certe che ha percepito il vostro umore. Il non chiedere è rispetto per il vostro spazio d'azione, per la vostra possibilità di misurarvi con i problemi, affrontarli e risolverli, dunque crescere. Lui è lì, silenzioso ma pronto ad agire qual'ora chiederete aiuto.

Per il momento concludo... vi auguro e dedico Una vita tranquilla.

mercoledì 26 ottobre 2011

Una giornata alla moda: è meglio essere un po' meno fescion o avere il cagotto?

Sabato scorso, con la mia dolce metà, siamo andati a fare colazione in centro e poi ci siamo dedicati un po' allo sciopping. Non amo particolarmente farlo ma visto che eravamo in giro, ho ceduto alla tentazione. Tutto sommato un paio di pantaloni un po' più pesanti possono sempre servire. Entriamo qui, entriamo là... vedo un bel paio di pantaloni ad un prezzo più che ragionevole. C'è la mia taglia. Li provo. Entro nel camerino che per me è una delle esperienze peggiori. Devi toglierti le scarpe, e rimanere a piedi nudi o con le calze, dipende dalle stagioni, su un pavimento di norma piuttosto sporco; oltre a ciò, di norma, ci sono dei faretti molto fascion che però ti cuociono il cervello. Alla fine, provare abiti nuovi è come stare in un forno a micro-onde. Comunque, i pantaloni della mia taglia mi sono piccoli. Escludo categoricamente di essere ingrassato. La mia dolce metà mi procura una taglia in più. Sti cazzi! Mi è piccola anche questa. Chiedo alla commessa che mi parla di taglie slimfit che vestono molto aderenti. In effetti, con questi pantaloni potreste non solo vedere se ho un'erezione (normalmente le mie sono maestose) ma addirittura capire se mi depilo il pube o no. A malincuore lascio i pantaloni.

Passo ad un altro negozio. Anche qui un paio di pantaloni a buon prezzo e un bel giubbotto navy. Li provo entrambi. Questa volta vanno bene come larghezza ma sul mio corpo si disegna una terra di nessuno. Mi spiego meglio. Il giubbotto e i pantaloni sembrano fregarsene di quella striscia che sta tra il bordo inferiore del giubbotto e quello superiore del pantalone. La zona strategica del punto vita, che se non coperta diventa la zona cagotto, è lasciata completamente indifesa. A me, forse sono vecchio, i pantaloni piacciono normali, intorno alla vita. Non alla Fantozzi... ma nemmeno sotto il culo. Mi piacciono le cose morbide ma che stanno bene addosso. Detesto i gggiovani di oggi con i loro pantaloni con mutanda a vista, oppure le gggiovani che appena si piegano di 4° in avanti mettono subito in mostra la "linea portamatita" del culo. Al di là del buongusto che è (purtroppo) soggettivo ma quanto devono essere scomodi dei pantaloni cadenti?
 
Ora va bene la moda e tutto quel che volete. Anche a me piace vestirmi bene ma l'essere elegante non può andare contro i principi del generale inverno. Sembra quasi che le case di abbigliamento ultimamente abbiano firmato un contratto di partnership con l'azienda farmaceutica che produce l'Imodium...

domenica 16 ottobre 2011

La cattiveria dei buoni è pericolosissima.

Chiariamolo subito: la violenza non ha mai ragione. Anzi... la violenza non ha quasi mai ragione. Ho visto le immagini di questo weekend. Tutti i politici si sono subito parati il culo schierandosi contro i disastri occorsi a Roma. In effetti è una presa di posizione coraggiosa. 

Il problema è che subito dopo hanno dichiarato che l'accaduto non deve far passare in secondo piano le motivazioni dei manifestanti. Quali sono queste motivazioni? La mia è una domanda provocatoria. Dei centomila servizi documentati, nei quali si vedono facinorosi che danneggiano macchine, sfondano vetrine e distruggono madonne (che fortunata coincidenza essere lì con un telecamera proprio in posizione da sembrare quasi una cosa costruita!!), nessuna si prende la briga di dire come mai tante persone sono scese in piazza a manifestare PACIFICAMENTE. Io darei spazio a loro, vorrei capire perché un padre di famiglia passa il sabato a manifestare. Forse che è preoccupato di non riuscire a tirare fino alla terza settimana? Invece no. Delle motivazioni non si sa quasi nulla. Sappiamo solo che sono successi tanti casini. Peccato perché già Cicerone diceva che "nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini vanno pesati e non contati". In questo caso si poteva ancora ricorrere alla conta invece che alla pesatura, ma tant'è...

E' inutile, anzi non lo è affatto, sottolineare che quella di sabato è stata una stupida guerra tra poveri. Black-bloc (ma poi esisteranno veramente??) che sfasciano vetrine e auto e case per protestare. Sì, ma contro chi? Io rimango dell'idea che gente simile sia spinta e stimolata e foraggiata da qualcuno, per far passare in secondo piano aspetti nettamente più scomodi e importanti.

Facile per i politici. Ora parlano dei danni, condannano i delinquenti. Si premurano anche di dire che le motivazioni della manifestazione non devono passare in secondo piano.

Io mi auguro che tutti quelli mascherati, dal primo all'ultimo (anche se non hanno fatto un cazzo, perché se devi manifestare ci metti la faccia), vengano presi e costretti a lavori socialmente utili. Però, mi auguro anche che la nostra casta (perché chiamarli politici proprio non mi riesce), così preoccupata di non far perdere nel nulla le motivazioni della protesta, si prodighi per andarle ad ascoltare queste motivazioni. Sarebbe bello chiamare in parlamento i rappresentanti dei manifestanti a spiegare il perché.

Se questo non dovesse accadere, non lo spero ma credo che i tempi stiano maturando, i manifestanti oggi pacifici si copriranno il volto ed inizieranno a chiedere il conto. E non c'è cosa peggiore di far incazzare i mansueti.

martedì 27 settembre 2011

CEI fai o CEI sei?

Il Cardinal Bagnasco con la divisa comunista.
Finalmente la Chiesa ha detto qualcosa! E per essere precisi non ha detto nulla di più nulla di meno di quello che pensano almeno i 3/4 degli italiani. Giusto per riassumere il succo del discorso il presidente della CEI, Cardinal Bagnasco, si è detto preoccupato per la deriva immorale della vita politica italiana richiamando tutti ad una purificazione dell'aria che altrimenti avvelenerà i giovani. Megli tardi che mai, finalmente la Chiesa ha preso una posizione precisa, senza fare i nomi del peccatore, perché PURTROPPO il destinatario di questo messaggio non è il solo Berlusconi.Io non sono mai stato particolarmente vicino alla Chiesa ma, credo che ultimamente, mai parole sono state così condivisibili.
 
Sono rimasto esterefatto dalle reazioni. Inutile e nemmeno degna di commento quella della Lega Lombarda che anche questa volta ha dimostrato che in quel partito c'è un solo cervello (malfunzionante) per tutti; ed è lecito pensare che non sia mai utilizzato dalla persona che viene designata per rilasciare commenti. Preoccupanti tutti gli altri, specialmente quelli del PdL, tutti preoccupati a dire che le parole di Bagnasco non sono indirizzate a Berlusconi.
Come dicevano i romani? Excusatio non petita, accusatio manifesta...

venerdì 23 settembre 2011

Quando la casta era solo una ragazza che non la dava...

E' divertente vedere come le coincidenze linguistiche a volte creino degli equivoci paradossali. Viviamo in una nazione dove un 74enne che ruba una bici viene arrestato mentre un parlamento si danna l'anima per salvare Milanese. Sono onesto e non ho problemi a dire che non ho ben capito di cosa sia accusato ma la sensazione è che ci fosse la preoccupazione di non sprofondare con lui piuttosto che preservare un fantomatico garantismo.

Io di questi teatranti mediocri mi sono stancato e la mia stanchezza è veramente trasversale. Non salva niente e nessuno. L'altro giorno stavo guardando un documentario sportivo sulla cavalcata dell'Italia mondiale del 1982. Avevo 10 anni. Di politica non ci capivo assolutamente ma ricordo l'immagine di Pertini. Uomo, prima che politico e statista. Purtroppo uomini di quel livello in Italia non ce ne sono più. Peccato.

Non si può sorvolare sul fatto che è cambiato tutto. La società in sé, con i suoi valori di base, è profondamente mutata. Fino a qualche decennio fa denaro, potere e cultura erano valori rispettati. Di questa triade la cultura ha perso terreno e, quando succede, la cultura trascina con sé la centralità dell'uomo. Stiamo vivendo una sorta di Umanesimo al contrario. Sono i corsi e ricorsi della storia.

Così anche le parole mutano. Se casta prima era sinonimo di morigerata, adesso casta è una parola orribile che identifica coloro che dovrebbero garantirci un futuro migliore. E questa casta di casto ha veramente poco...

venerdì 16 settembre 2011

Tra prontezza di spirito e maleducazione

Ieri pomeriggio, uscito dal lavoro sono andato in centro per due commissioni. Mentre camminavo in un atipico pomeriggio di settembre, con un termometro sopra i 30°C, mi sono imbattuto in un grandissimo esempio di prontezza di spirito. Prestazione da campionato del mondo. Un gruppetto di adolescemi, con il cappello con visiera alle 23, canotta bianca e jeans belli calati con mutanda in bella vista, incrocia due ragazze, più o meno della stessa età e, il più splendido del gruppetto, in totale assenza di vergogna per la sua conclamata stupidità, con tono sopra la media:
"Ehi tu, bella figa alzati la gonna e fammi vedere!", citando una canzone della Steve Rogers Band.
La ragazza non si scompone. Si ferma e con passo tranquillo gli si avvicina, rimanendo alla giusta distanza e con tono simile a quello dell'adolescemo, sorride e risponde:
"Io lo farei anche, il problema è che tu sei talmente imbecille che non capiresti cosa vedi".
La piazza per un attimo si è bloccata mentre dal bar vicino un gruppo di signore ha fatto partire una standing ovation, alla quale mi sono unito anche io.
Inutile dire che gli adolescemi, erano di un livello troppo basso per comprendere la risposta.
Dopo essermi fermato a bere qualcosa di fresco e non aver concluso nulla per le mie commissioni, sono ritornato alla moto per avviarmi verso casa. Sulla strada ho davanti una Audi 4 che fa un fumo puzzolente di bruciato. E' evidente che sotto quel cofano qualcosa non funziona. Al semaforo successivo, con qualche manovra in mezzo al traffico, riesco ad affiancare la macchina in questione. Convinto di fare una buona azione, faccio cenno al proprietario di abbassare il finestrino. 
"Che vuoi?" mi chiede.
"Volevo solo avvisarla che la sua macchina deve avere qualche problema, lascia una scia di bruciato".
Guarda nello specchietto, mi riguarda e per tutta risposta "Ma vaffanculo, fatti i cazzi tuoi".
Detto questo il semaforo va sul verde e lui schizza via.

Ci sono rimasto di merda per non essere riuscito a rispondere per le rime.

Comunque, nel caso tu stia leggendo mi auguro che la macchina si fonda in una serata di finale di CL con la tua squadra favorita. E tu, in autostrada sotto la pioggia, senza nemmeno il soccorso stradale disponibile, in quanto tutti impegnati per la finale di CL. Che tu possa passare la notte da solo e senza autoradio, con l'I-phone scarico, e la prima cosa che leggerai sul giornale il giorno dopo possa essere la sconfitta per 8-0 della tua merdosa squadra.

martedì 13 settembre 2011

Madonna contro la Carlucci in difesa dell'unto dal Signore

La sorella scema della famiglia Carlucci anche oggi ha dato conferme a chi pensa peste e corna di lei. Madonna in un'intervista a "Oggi", un noto giornale comunista finanziato ed edito dal Cremlino, ha dichiarato di essere d'accordo con la posizione dell'Economist che sostiene che il nostro Primo Ministro è inadeguato per il ruolo che riveste. Ora non è che l'Economist ha scritto che l'inadeguatezza è dovuta al fatto che B. è brutto o basso e con pochi capelli o che gli puzza l'alito. La ragioni portate sono un filino più importanti.

Comunque, dopo la dichiarazione di Madonna, apriti cielo!! La Carlucci (nella foto la potete ammirare mentre sostiene l'esame per diventare parlamentare) ha subito controbattuto accusando Madonna di avere un ufficio stampa comunista.

La cosa più divertente, o forse triste, è notare come sempre si cerchi di distruggere non l'accusa ma l'accusatore. Nessuno ha portato argomenti in difesa di Berlusconi, anzi. Tutti si sono preoccupati di attaccare, in questo caso, Madonna. Carlo Giovanardi afferma che Madonna "non conta nulla" perché "gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati". Carlo Giovanardi, che già di per sé, non sarebbe qualificato nemmeno per fare l'assaggiatore di Tavernello, ribatte a Madonna in maniera inutile e che non c'entra un cazzo. Anzi, a guardare bene è anche una sottile presa per il culo. Un lecchino di Berlusconi che parla di satrapi ricchi e viziati é un'acrobazia satirica da campionati del mondo.

La Santanché che, quando c'è da parlare di nulla è sempre in prima linea, accusa Madonna di aver offeso tutti gli Italiani. Devo capire bene il perché. Escludo che gli Italiani si offendano perché una cantante condivide il parere di un giornale su Berlusconi. O forse la Santanché pensa che gli Italiani si sentano offesi perché una persona dall'altra parte del mondo manifesta la sua libertà di pensiero? Di sicuro io mi sento offeso dal fatto che le mie tasse servano a pagare i servizi della Santanché e della Carlucci. Lavorassero in un cesso pubblico come dispensatrici di sesso orale e gettone, magari chiuderei un occhio...

Al di là di tutto, questa purtroppo è la dimensione dell'Italia. Un paese che sta scivolando piano piano nella povertà, nella perdità di cultura, credibilità e potenzialità. In un tempo, dove i dibattiti dovrebbero essere su altri argomenti che davvero offendono gli Italiani, i nostri stipendiati in parlamento (chiamarli politici proprio non mi riesce) sono galline inacidite che difendono il loro gallo.

Che sia questo il motivo per il quale l'Italia non sta andando da nessuna parte se non verso il baratro?


lunedì 12 settembre 2011

Se esiste il nudo artistico deve esistere anche il segaiolo artistico.

Artistico. Quando ero giovane io esisteva il liceo artistico, il direttore artistico e cose simili. Negli ultimi anni si parla tantissimo del nudo artistico. In questi giorni leggo che la bellissima Elisabetta Canalis ha posato nuda, ovviamente per un nudo artistico, a favore della Peta.

Scavando nel giardino dei ricordi mi sono ricordato che, in passato, qualche pippa con le foto della Canalis me l'ero fatta. Al di là dell'encomiabile gesto, mi fa un po' strano. Eh sì, un gesto simile ha valore per la sua esclusività e straordinarietà. Questi scatti per la Peta che valore hanno? Se si cerca un po' in rete di foto della Canalis nuda se ne trovano a tonnellate.

Ora, non è che io ce l'abbia con la Canalis. Anzi! E' una ragazza decisamente bellissima. Però, tutte queste starlettes, senza arte né parte, con la sola fortuna di essere state baciate da madre natura, hanno un po' rotto con sta storia del "nudo artistico". Per parlare di nudo artistico si suppone che le suddette abbiano delle conoscenze di storia dell'arte e della fotografia. Mi piacerebbe proprio poter discutere con una di loro.

E poi diciamo la verità, togliamo questo penoso velo di ipocrisia, questi nudi artistici chi se li compra? Io non ricordo di aver mai visto i calendari della velina del momento esposto in galleria o al museo. Al massimo lo si trova dietro la porta di una camera da letto di qualche segaiolo.

Anche perché se è possibile parlare con tanta leggerezza e banalità di nudo artistico, allora sarà possibile discutere anche di segaioli artistici o amenità simili. Si scriveranno mai saggi sul segaiolo con la sindrome di Stendhal?

Non sarebbe molto più bello se la Canalis, o che per lei, dichiarasse "sono una gran bella ragazza, con un corpo fantastico e due tette che sparano alle stelle. Mi pagano per farmi delle fotografie nuda. Cosa dovrei fare? Andare a lavorare 8 ore al giorno o fare un calendario all'anno?"

Così sarebbe sicuramente più bello. Almeno, sarebbero le parole che direi io se avessi una simile fortuna.

lunedì 5 settembre 2011

Una serata al supermercato tra ottimismo e senso della realtà.

Di rientro dalle vacanze ho pianto. Non perché le vacanze fossero finite, ahimé, no. Ho pianto perché dopo un paio di settimane in giro tra spagna e francia, rientrato a casa, più o meno alle 20.30, ho fatto un salto al supermercato per comprare qualcosa per la cena. Proprio due cose: insalata, pane, pomodori e due bistecchine. Il supermercato, a due passi da casa, chiude alle 21.30. Immancabile arriva l'annuncio via altoparlante. Mi dirigo a pagare. Davanti alla cassa trovo un coppia sciatta con tre bambini. E' incredibile lo stridore tra l'allegria dei tre bambini piccoli che ridono di gusto nel carrello e l'aria funebre dei genitori. Mi viene da pensare che la madre è proprio priva di amor proprio con quei capelli mal tenuti e il padre sembra proprio l'immagine della morte con un pallore impressionante. Come in una bolla di sapone cado nella realtà e mi sento una merda. D'improvviso mi accorgo che gli acquisti della coppia davanti a me consistono di plasmon, latte, omogenizzati, pannolini e qualche altro prodotto per bambini. Niente altro. Vedo il volto della commessa come pietrificato, continua a battere sulla cassa, insistentemente. Poi si rivolge al padre dicendo che gli omogenizzati non sono più in promozione. In quel momento mi accorgo che tutta la spesa è stata pagata con pochi euro e tantissimi buoni spesa, quelli che ti danno dopo un tot di acquisti o che si ritagliano dai giornali. Vedo il volto del padre assumere un'espressione che non so descrivere. Bofonchia qualcosa alla moglie che allarga le braccia, poi tira fuori un sorriso disperato dicendo "prendo solo questo". Si riferisce ad un confezione da due vasetti di omogenizzati. Le altre quattro non può pagarle. Sarà che ho due nipotini, sarà che in fondo sono molto meno merda di quello che faccio credere, saranno stati i sensi di colpa... guardo la commessa e la prego di batterli che li pago io.

Il padre mi guarda silenzioso. In quel silenzio capisco che accetta questa umiliazione (ma non c'è nessuna umiliazione nell'aver bisogno di aiuto) solo perché si tratta di omogenizzati; fosse stato cibo per lui non lo avrebbe mai fatto. Gli faccio un sorriso leggero, più imbarazzato che altro. Si allontanano: i genitori guardando mesti per terra, i figli sempre allegri e chiassosi nel carrello.

A questo punto la commessa esplode. Dice di non essere insensibile che non è colpa sua. I prezzi sono registrati e lei non può farci nulla. Piange come una fontana. Arriva una collega a vedere cosa è successo. Mi confessano che il turno di chiusura è un inferno. Ci sono tantissime persone nella stessa situazione, arrivano a quell'ora a far la spesa per vergogna. Gli anziani sono quelli messi peggio, frugano nella verdura e nella frutta, cercano i prodotti che iniziano a marcire, sperando di poterli prendere senza pagare. Le commesse purtroppo non possono farci nulla, ormai hanno fatto l'occhio e individuano subito chi si trova in questa situazione: li vedono passare avanti e indietro con i carrelli quasi vuoti che aspettano una cassa libera.

Io sono tornato a casa con la mia spesa e, dopo aver chiuso la porta, ho pianto.

Ps. e intanto un pranzo alla buvette costa intorno ai dieci euro...

sabato 30 luglio 2011

Un giorno al mercato tra umanità polimorfa.

Oggi, vista la bella giornata di sole, sono uscito con la motoretta. Direzione biblioteca per prendere una guida per le vacanze, poi bar per colazione e infine mercato. Dopo aver dato un'occhiata ai quotidiani mentre sorseggiavo il mio cappuccio e smangiucchiavo la mia brioche, mi sono diretto al mercato per comprare della frutta e un polletto arrosto per il pranzo. Non credevo che entrando al mercato mi sarei proiettato in una dimensione parallela e variegata. Molto più variegata che parallela. Camminando tra i banchi di formaggi, frutta, vestiario, carne ed altri, che non saprei catalogare merceologicamente, ho perso la dimensione dello spazio e di me stesso.

Mi sono trovato immerso in una varieta umana così "varietà" da domandarmi dove diavolo fossi finito. Se mi giravo mi sembrava di essere alla Baia Imperiale, se mi giravo dall'altro in un night club... e di livello piuttosto scadente. Dopo la fase di smarrimento, man mano che ritrovavo un equilibrio, ho maturato l'idea di cambiare lavoro. Potrei fare lo stilista. Ci sono due condizioni imprescindibili e opposte per fare questo lavoro: avere un grandissimo senso del gusto o non averne affatto. In entrambi i casi si nasce, con la differenza che acquisire il senso del buongusto è impossibile, perderlo invece no. Io potrei perdere la mia quantità media di buon gusto e dedicarmi a disegnare abiti e accessori privi di gusto.

Questa riflessione mi è nata mentre i led rossi del banco del pollo segnavano il numero 07 ed io avevo in mano il cartellino numero 53. Intorno a me c'era un mondo da esplorare che andava dalla mamma over 40 vestita come la figlia nemmeno quattordicenne; alla coppia di ragazzi iper tatuati con decorazione al limite dell'assurdo (una M&M's con braccine e gambine sull'avambraccio che faceva il paio con la scritta "Made In Italy", una coppia di dadi sotto l'orecchio destro, una carpa (I suppose...) sul polpaccio, due ciliege rosse modello slot machine sull'altro braccio, ecc... ecc...). La cosa più inspiegabile sono le frotte di signore che in giornate calde di fine luglio, fanno la spesa al mercato vestite come se dovessero andare ad una serata al billionaire di Briatore: tacchi da 24, borse piene della spesa e pavimento di porfido non mi sembra una convivenza felice. In mezzo a tutta questa calca di umanità polimorfa e variopinta, ogni tanto, spunta l'uomo con la barba di qualche giorno con i vestiti da lavoro. Probabilmente appena smontato dal turno è lì per mangiare qualcosa di veloce per poi andare a casa, lavarsi e mettersi a dormire.

Sembra una scheggia impazzita. Fastidioso come una crepa in una statua di Canova. Come? Tutti hanno messo il vestito migliore, quello per il matrimonio o il funerale, e tu vai in giro vestito da lavoro? Sarà che all'operaio stravolto dalla stanchezza manca un po' di presenza di spirito. Io sono quasi dell'idea che se si atteggiasse come a dire "non è una tuta da lavoro è la collezione man on work di Cazz' & Mazz'"... la volta successiva al mercato si vedrebbero molti emuli...

Comunque... se siete interessati a collaborare con la mia nuova attività di stilista fatemelo sapere. La regola base è informarsi su quali i 10 comandamenti dello stilista e infrangerli...

venerdì 8 aprile 2011

Le poesie di Lory Del Santo


Chi avrebbe mai pensato che si poteva fare peggio di Bondi? Non parlo del Bondi politico e/o ministro ma del Bondi poeta. Non avrei mai creduto di poter dire questo componimento è un capolavoro:

A Marcello Dell’Utri 
Velata verità 
Segreto stupore 
Sguardo leggero 
Insondabili orizzonti

Invece eccomi qui. Bondi è un vero poeta. Non è che lo sia in quanto tale. E' un concetto quasi filosofico. Bondi, in relazione alla Del Santo, è un poeta laureato. Se non avete mai letto nulla di Bondi, se non la poesia qui sopra, fatevi una ricerchina e toglietevi lo sfizio. Giudicatelo, secondo il vostro criterio, se siete un minimo normo dotati penserete che scrive schifezze. Poi tornate qui e fate partire il video qui sotto. Prima leggete l'avviso, io non voglio responsabilità.

Avviso per i naviganti. 
Prima di cliccare e far partire il video, pensateci bene, queste poesie sono così brutte che non potrete farne a meno.


Fatto? Avevo ragione? Non pensate che Bondi, dopo questo spettacolo penoso, sia una specie di Dante?
Al di là dello sguardo fisso nel vuoto e i fogli in mano (c'è veramente bisogno di leggere una poesia che dura 15 secondi?).

Mentre le ascoltavo il pensiero è volato subito ad un post. Ora che devo scrivere la fantasia si è volatilizzata. Sarà che anche i peggiori commenti che potrei partorire alla fine migliorerebbero questi obbrobri? Che sia scattata una sorta di meccanismo di auto-protezione dell'io? La mia fantasia si rifiuta di scrivere perché spera che queste poesie non esistano veramente? Eh, no cazzo esistono... le sento ancora. Sento quelle rime penose che mi si insinuano nel cervello.

Comunque sono fantastiche le introduzioni "la poesia che ho scritto oggi è una poesia di amore...  si intitola appunto amore". Delle piccole perle di saggezza lapalissiane. "Oggi mi sono alzata e sul giornale c'era una foto su Fini e ho pensato perché non scrivere una poesia su di lui?".
La cosa più terribile è la convinzione che trasmette. E' così assurdo che ho la sensazione di aver in casa delle videocamere che mi spiano e che, a breve, qualcuno aprirà la porta gridando "coglione ci hai creduto, eh?".

La nuova Merini. Speriamo che come la compianta Alda, anche Lory finisca in manicomio. 

Ora vado a fare la cacca... potrei scriverci una poesia... potrei intitolarla... mmhh, cacca!

mercoledì 16 marzo 2011

Corso propedeutico di Educazione CiNica

In queste ultime settimane ho divorato un po' di libri di argomento religioso e filosofico. Non credo in entità superiori, siano essi miti o divinità, mi risulta difficile affidarmi a ciò che non riesco a capire razionalmente. Per questo mi capita spesso di prendere decisioni di getto. Mi affido in maniera irrazionale al mio istinto, che almeno è una parte di me, non certo a fede o strutture concettuali sovraumane.

Però, mi affascina la figura di Gesù. Il Gesù storico, quello dei fatti documentati e credibili. Non mi riesce di credere ai miracoli. Per alcuni è Gesù stesso ad averlo voluto la Chiesa, lo avrebbe fatto simbolicamente chiamando a sé i suoi discepoli. Mi sembra un'interpretazione più che forzata. La mia interpretazione, invece, è opposta. Leggendo gli insegnamenti di Cristo che predica la carità e l'aiuto dei poveri e bisognosi, a mio avviso, Gesù dice una cosa di una profondità e portata pazzesca. Ovvero: se tutti gli uomini fossero umanamente portati a rispondere ai bisogni dei più sfortunati, cosa difficile ma non impossibilissima da realizzare, non ci sarebbe nessun bisogno di miti o divinità. Gesù per me è stato un grande uomo, che ha portato avanti le sue idee in un contesto completamente sfavorevole, fino alla massima coerenza della croce. Lì c'è arrivato perché pensava di essere il figlio di Dio. Cosa secondo me improbabile ma alla quale riconosco (si vabbé mi contraddico) la forza di aver fatto un vero miracolo, ovvero regalare una fede consolatoria ai suoi seguaci. Il mondo è fatto di razionali che credono nelle proprie mani, gambe e ingegno ed altri, che hanno bisogno di un scudo consolatorio. Il mio massimo rispetto ad entrambi gli schieramenti.
 
Alla fine credo che, e i tragici fatti accorsi in Giappone lo confermano, che non esitano dività superiori ma ci sia solo una natura matrigna che se ne frega altamente di noi. Se fosse così dov'è il problema? Dobbiamo comunque vivere questa vita, che ci sia stata donata da una divinità o da un demiurgo caotico, viviamola al meglio senza troppe paturnie mentali.

Per concludere, consiglio a tutti di smettere di leggere Vangeli o Etiche filosofiche. Concentratevi sulle lezioni di Educazione Cinica dei nostri politici. Gente che crede di essere in grado di poter gestire una nazione, la sua cultura e la sua economia, quando ignorano le più basilari regole di comportamento civile. Come il figlio della Moratti, ma ovviamente mamma non sapeva nulla, che si costruisce il Bat-pied-a-terre, salvo poi donarlo quando beccato. La leggenda narra che vide un film su Bat-man e chiese una botola, avesse visto Will Hunting almeno, avrebbe chiesto un cervello. Come Scajola che si trova una casa intestata e pagata a sua insaputa o il nostro Vate Roberto Castelli, Viceministro delle Infrastrutture e Trasposti, che non sa nemmeno che esistono graduatorie per l'assegnazione degli appartamenti. Speriamo che sia a conoscenza del fatto che i lavori pubblici non possono essere donati per simpatia ma devono seguire un percorso regolare di appalto. Chissà con quale competenza discuterà di piani regolatori o leggi fiscali. E meno male che è Roma Ladrona. C'è di buono che come Scajola si dimettono, c'è di male che come Scajola, calmate le acque, ritornano.

Diciamo la verità, è più importante apparire onesti che esserlo realmente. Chiunque, se potesse godere dell'anello di Gige, si comporterebbe nello stesso sconveniente identico modo.

venerdì 4 marzo 2011

Sono io che non capisco per il culo o sono loro che mi prendono un cazzo?

Scusate il titolo ma la confusione in questi giorni regna sovrana. Approfitto di questo spazio, da me creato, per esternare il mio malcontento. Leggo i giornali, guardo la tv (a volte la accendo anche) per chiarirmi le idee, ottenendo però il risultato opposto. Nelle ultime settimane le notizie più importanti sono le rivoluzioni in Egitto e Libia. Chiariamo subito: non mi importa nulla di Berlusconi che bacia la mano a Gheddafi, per quanto me ne frega poteva anche fargli un pompino con ingoio e dargli il culo. Però, è impossibile sorvolare sul fatto che sono stati sottoscritti contratti commerciali e un vomitevole patto d'amicizia. Per non passare come comunista mistificatore, devo sottolineare che altre nazioni hanno fatto lo stesso (magari non il patto...), che prima di Berlusconi anche Prodi sottoscrisse contratti commerciali (magari non il patto). Non intendo discutere le manovre politiche per approviggionarsi di petrolio, gas e quantaltro, anzi sì... ma lo faccio dopo. La cosa che mi lascia basito, ma veramente basito, sono le dichiarazioni stupefatte e timorose riguardo ad una possibile deriva islamico integralista in Libia. Ma come? Mezzo mondo Occidentale ha stretto rapporti di commercio con Gheddafi e tutti gli altri cazzo di dittatori nord africani, sono stati accolti in ambasciate (noi addirittura con Gheddafi, non ci siamo limitati a dargli il culo, ci siamo messi preno e chiappe al vento siamo andati a cercare il suo uccello, con la farsa delle ragazze gnocche a studiare il Corano). Gli stati occidentali hanno fatti arricchire questi dittatori invece di denunciarli per crimini verso l'umanità... ed ora, le stesse nazioni che prima erano culo e camicia con i dittatori, temono una deriva integralista? Ma bio parco è il minimo che può succedere!!! Dopo che i popoli sono stati presi per il culo da tutte le democrazie occidentali, le stesse democrazie temono che gli integralisti, che cavalacano il malcontento, possano avere terreno fertile? Quel terreno, nel caso non ve ne foste accorti, lo avete fertilizzato con ottimo letame in tutti questi anni. Ora godetevene i frutti. Io, in tutta onestà, mi auguro che ci sia una deriva integralista, però di giusti. Ovvero di integralisti che invece di farsi saltare in Piazza Navona, uccidendo decine di ignari (non innocenti!!), vadano a colpire i diretti responasabili. Questo perché io, e immagino tanti altri, quando ho visto Berlusconi baciare la mano a Gheddafi, ho vomitato.

Un'altra cosa che proprio non mi riesce di capire. Gli accordi commerciali con Gheddafi (e con Putin) sono tenuti come fiore all'occhiello della politica commerciale del Governo. "Abbiamo diversificato le forniture", si vantano le teste di cazzo. Ma politucoli dei miei coglioni, se è così tutto diversificato nella fornitura come cazzo è che la benzina aumenta? Porca la mia gonna, mi diversifichi le forniture del gas e mi fai dei decreti che tagliano le gambe all'energia solare? Siamo la patria del Sole. Quando sento parlare di forniture diversificate, mi sembra di essere tornato al medioevo. Quali forniture diversificate?!? Bisogna parlare di fonti alternative e rinnovabili. Il vento, il sole, l'acqua possono dare energia, magari non tutta quella che serve, ma di sicuro una buona parte. Invece no. Quando qualcosa può essere utile e vantaggioso per l'intera collettività, ma danneggia gli interessi dei singoli (imprenditori), allora non s'ha da fare. Piuttosto che firmare contratti per avere petrolio con dei dittatori, non è meglio investire, per dire una cazzata, sulle macchine elettriche? Ovvero tutti quegli strumenti che ti tolgono dalla schiavitù del petrolio?
Perchè spesso, quando sento parlare i politici, ho l'impressione di essere posto davanti ad un dubbio di questo tenore. Dato che un negrone con 30 cm di salsiccia ha deciso di sfondarti il deretano e che tu puoi scegliere tra due opzioni, indica con un crocetta la tua scelta:

A. Lo prendo tutto nel deretano ma al negrone non do soddisfazione e soffro immobile e silenzioso.
B. Scappo e non lo prendo nel deretano.

Dato questo problema, mi sembra che la maggior parte dei politici mettano la crocetta sull'opzione A. Tanto i culi sono i nostri. Per concludere questo post, due righe sulle pubblicità di automobili. La nuova macchina che arriva dal futuro ha MP3, navigatore incorporato, sedile riscaldabili in pelle di squalo e si spegne da sola quando sei al semaforo, facendoti risparmiare il 15% del carburante. Minchia che innovazione!! O forse è una presa per il culo? Sono decenni che si legge di macchine che potrebbero andare a idrogeno, elettricità addirittura potrebbero andare a pipì. Ed io dovrei essere contento della nuova macchina che risparmia il 15% di carburante con il filtro antiparticolato (che non so nemmeno che cazzo sia)? Io sono incazzato invece, perché nel 2011 non abbiamo ancora una macchina commerciabile ad energia alternativa. Però una cosa che mi rende orgoglioso c'è: 48 città sono oltre i limiti di inquinamento. Inquinamento provocato dai fumi delle caldaie di riscaldamento e dai motori delle macchine. Caldaie e motori che funzionano grazie a quelle forniture diversificate. Forniture diversificate che, con tutta probabilità, nei prossimi mesi, forse giorni, aumenteranno di prezzo. Non dispero che quelle 48 città sia un record migliorabile.


C'è un'altra cosa che mi fa prudere la mani: il federalismo. Ne parlerò un'altra volta.

martedì 1 febbraio 2011

Ecco perché i festini di (h)Ar(d)core sono tutte puttanate!!


I giornali sono ormai settimane che non fanno altro che parlare dei famigerati festini di Arcore. Io ho la mia teoria che non teme nessuna smentita. Continuate a leggere e vedrete che sarete d'accordo anche voi, sul fatto che tutto l'inchiostro sprecato non è altro che il prodotto della macchina del fango. Berlusconi, come ormai tutti sapete, ha più volte telefonato ai programmi (Floris, Santoro, Lerner) che lo stavano sputtanando. La prova che tutti questi festini sono solo mistificazioni plutogiudaicocomuniste, è il fatto stesso che Berlusconi passi le sue serate a telefonare a queste trasmissioni in diretta. L'unico dubbio rimane sulla serata del gran rifiuto di Floris. Alcuni magistrati faziosi sostengono che, per lo sconforto, il Premier sia ricorso alle cure di un'infermiera privata, specializzata in massaggi alla prostata.

Inutile dire che questo è fatto per oscurare l'ottimo lavoro del governo. Le persone intelligenti però non si faranno buggerare dalla stampa comunista e dalla malainformazione. Perché se è vero che l'evasione fiscale è aumentata del 40% (è colpa del governo se la gente non paga le tasse?), è innegabile che l'economia è in forte ripresa, soprattutto il settore dell'orefizieria. Infatti, mai come in questo periodo i buchi hanno avuto un mercato così florido; e visti i prezzi è proprio il caso di dire che queste è l'Età (del ce l'hai) d'oro.

Nel frattempo in Egitto vogliono cacciare lo zio o il nonno (non ho capito bene) di Ruby, minacciando di mandare alla presidenza El Baradei, premio Nobel per la Pace nel 2005. Che popolo incivile, da noi non hanno proprio imparato un cazzo. Poveracci.