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giovedì 30 luglio 2015

Law and order - Italian verscion

Da anni sono un appassionato, per la gioia di mia moglie, di una serie di grande successo: Law and Order. Serie che ha dato vita a tanti spin-off diversi. Law and Order: Unità vittime speciali; Los Angeles; UK; Criminal Intent, ecc...

Mi piacciono quasi tutte, ad eccezione di UK e Criminal Intent che trovo troppo lente e riflessive. Tra i personaggi preferiti ci sono i detectives Lennie Briscoe, Mike Logan (conosciuto al pubblico femminile di Sex and the city), l'agente Stabler, il viceprocuratore Jack McCoy che, di solito, è circondato da assistenti di tutto rispetto, su tutte Abby Carmichael (la bellissima Angie Harmon).

Per chi non avesse mai visto la serie tv in questione (dove vivete? su Marte?), si tratta di un copione molto semplice: reato (omicidio, di solito scoperto da tizio che fa jogging nel parco), indagine investigativa e fase processuale. Su questo assunto si sviluppano storie sempre diverse e, per me, coinvolgenti. Questa idea, come dicevo prima, ha avuto diversi sviluppi non sempre di mio gradimento come la UK.

Mi sono sempre chiesto come sarebbe una stagione nella versione italiana. Se in tutte le altre versioni una puntata basta per uccidere, indagare, procedere in tribunale e condannare/assolvere, in Italia bisognerebbe partire da una base di 3 stagioni per riuscire ad entrare in tribunale e altre 5 per svolgere il processo. Se poi l'imputato fosse un politico, servirebbero altre 3 stagioni per l'interrogazione parlamentare e, alla fine, si concluderebbe il tutto con l'insabbiamento perché l'imputato non sapeva l'età della sganzerlina o perché i soldi sottratti sarebbe stati comunque usati per la malasanità. In effetti, Law and Order italian verscion è un'idea irrealizzabile.

Che ne pensate? Qual è la vostra serie tv preferita?

mercoledì 15 ottobre 2014

Alluvione? Ne servirebbe una al mese...



Ovviamente non sono impazzito. Buona parte del mio cuore è genovese, non per il momento particolare che sta attraversando la città, ma perché le mie estati più belle hanno sulle labbra la salsedine di mar Ligure. Perché mia nonna, seppur di origine pugliese, ha sposato un genovese DOC ed io, emigrato in Lombardia, ho la testa nella nebbia e il cuore nel mare.

Sappiamo tutti cosa è successo qualche giorno fa. La stessa cosa che è successa nel 2011. Ha piovuto e la città è stata devastata dalle acque e i genovesi messi in ginocchio. Anzi, no. I genovesi hanno subito molti danni, ma non si sono inginocchiati. Hanno preso atto dell'accaduto e il giorno dopo, come nel 2011, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a spalare.

Ora non mi interessa dare colpe, parlare di lavori non fatti, burocrazia o altre amenità. Non mi interessa la mediocrità di un paese che si sta suicidando. Preferisco parlare della speranza e della fiducia che questo disastro mi sta regalando.

Dal fango, arrivato con le acque, sono sbocciati i fiori della solidarietà. Migliaia di persone si sono messe gli stivali e i guanti e sono andate a spalare. Tanti altri offrono gratuitamente brioches, cappuccini, focaccia, bibite e panini a chi sta spalando. Altri ancora regalano guanti e attrezzi da lavoro a chi, sprovvisto, vuole rendersi utile. Ecco, questa cosa mi ha colpito moltissimo.

Sono state fatte anche polemiche inutili su extracomunitari che stanno con le mani in mano, ignorando quelli che le mani se le stanno sporcando o su Antonini, giocatore del Genoa, che ha spalato fango con la felpa della sua squadra. Polemiche di questo tipo, le lascio agli imbecilli.

Una cosa vorrei dirla. Domani, settimana prossima, forse fra mesi, Genova tornerà al suo splendore. Il cielo, grigio e piovoso, tornerà ad essere limpido e sferzato dal vento. Voi Genovesi, però, non dimenticate quello che è successo. Diventate parte attiva nella protezione della Vostra città e alle prossime votazioni usate il buon senso.

Sopra di tutto, però, non dimenticate la magia di questi giorni. Il sorriso di quel ragazzo che, non conoscete, ma vi si è presentato offrendo il suo aiuto. La solidarietà di questi giorni. Il piacere di offrire qualcosa che sia un panino, un paio di guanti da lavoro o il proprio tempo per aiutare chi l'alluvione l'ha subita.

Quest'alluvione insieme a tanti disastri, ci ha ricordato che la natura, con dolcezza o violenza, si riprende sempre ciò che le è stato tolto e la solidarietà dei genovesi, in questi giorni, ha rimesso ordine in una scala gerarchica stravolta, dando il primo posto all'uomo e scalzando il denaro.

Sarebbe bello che fosse sempre così ma, forse, per dare il meglio dobbiamo sempre vivere il peggio.

Forza Geno(v)a