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sabato 20 aprile 2013

Nemmeno nei peggior film porno...


C'era uno stato che aveva un governo, formato da politici che in campagna elettorali promettevano e spergiuravano di avere una soluzione per ogni problema. Per il bene del popolo dovete votare noi!! Un giorno arrivò la crisi o meglio, la crisi c'era già da un pezzo, ma i politici dicevano che bisognava essere ottimisti e non preoccuparsi. La crisi si rivelò molto più crisi di una normale crisi. I politici decisero che non erano in grado di risolverla. Ma come avevate detto di avere una soluzione per tutto - disse il popolo. Epperò, oggi abbiamo mal di goal, c'è vento, insomma non siamo in grado... e poi mi scade anche il posteggio dell'autoblù. Così, quando lo crisi impose scelte drastiche, necessarie e impopolari, per il bene del popolo, si fecero da parte, lasciano il posto ad un governo di tecnici.

I tecnici, applicano un concetto banale quanto innegabile, ovvero é meglio prendere quel poco che resta a tanti, piuttosto che tagliare la villa in sardegna e lo stipendio da 25.000 euro a pochi, ridussero sul lastrico 3/4 del popolo. Indignati perchè avevano fatto quello che non avevano avuto il coraggio di fare loro, i politici ritornarono all'attacco. Votate noi e non quegli altri!! Noi siamo alti e belli e buoni, loro sono brutti, bassi e cattivi! Ad alcuni puzza anche il fiato. No!!! Votate noi, quelli che dicono che siamo brutti lo sono molto più di noi, ma si mettono il cerone e i capelli finti!!

Si ritornò ad elezioni. Gli uni dicevano di votare gli uni, perché gli altri erano il male! Gli altri dicevano di votare gli altri, perché gli uni erano il male!! Si votò. Nessuno dei due schieramenti vinse, ma nessuno disse di aver perso. Non essendo in grado di governare il paese andarono dal presidente, un giovane ottantenne che aveva già pronta la valigia per andare a svernare un po' ad Alassio un po' a Capri. Presidente aiutaci tu!! Io me ne sto andando - disse il presidente - mo' so' cazzi vostri. 

Gli uni cercarono di fare un governo chiedendo aiuto all'associazione dei calzolai, gli altri ai fruttivendoli. E intanto bisognava scegliere un nuovo presidente. Gli uni e gli altri si riunirono per scegliere un presidente... il resto lo sapete già.

Nemmeno i film porno hanno trame così scadenti.

sabato 2 marzo 2013

Se i cani potessero parlare...

Questa mattina, mi son svegliato e bella ciao, bella ciao... No, non è un post politico. Dopo essermi svegliato, con la mia dolce metà siamo andati a fare colazione al nostro baretto preferito in centro. Motoretta, strada, posteggio, passeggiatina verso i nostri cappucci e brioches e... STUPORE. Il nostro baretto normalmente semi-vuoto, è strapieno. Tavolini di signore attempate con cagnetti, taglia pantegana, rivestiti con cappottini ignobili. A costo di farmi antipatie lo dichiaro onestamente. Non amo gli animali, ma li rispetto e non farei loro male in nessun modo. Però, l'idea di averli in casa sul divano, sulle sedie, sul letto con peli ovunque mi schifa. Come mi schifa andare a casa di proprietari di gatti che ti invitano a cena e, mentre cucinano accarezzano gli animali. Andiamo oltre. 

Le signore in questione hanno passato tutto il tempo a parlare delle loro bestiole e ho scoperto, con grande stupore, che i loro cani hanno un guardaroba di cappottini di lana, imbottiti, impermeabili ecc... Da lì, non sapendo cosa fare, perché i clienti del bar stracolmo si sono fottuti tutti i giornali da leggere, ho iniziato a pensare ai cani. La prima riflessioni mi è sorta spontanea, quando una signora ha parlato della difficoltà che ha a mettere il cappottino al suo golden retriever. La povera bestiola quando fa freddo, diventa insofferente al cappottino, ma non sa che la padrona glielo mette per il suo bene. Avrei voluto dirglielo alla signora che è normale che un cane dotato di pelo, in Brianza (non al polo Nord) si innervosisce se gli si mette il cappottino, anche se verde acquamarina e comprato da Benettòn. Anche perché se il signore avesse voluto che il cane si coprisse, l'avrebbe fatto senza pelo e con il pollice opponibile. Non credo che un cane, se potesse scegliere liberamente, andrebbe a provarsi un cappottino. 

Dopo il cappottino di lana, anche l'assurdità della mantellina impermeabile. Che dico io, non saranno stati più utili quattro stivaletti di gomma? Oltre a questo mi sono venute in mente tutte quelle volte che, per strada, quei cagnetti-topo che rischi di schiacciare con un piede, abbaiano come forsennati a cani quattro volte più grandi. Ho elaborato una teoria. Sono arrivato alla conclusione che la maggior parte di quei cani grossi, prima facevano vita da bulli andando a rubare le crocchette a quelli più piccoli, che ora possono vendicarsi. Proprio questa mattina, dopo aver fatto colazione, un ciuaua si è messo ad abbaiare con quell'odioso falsetto ad un "sarcazzolarazza" di taglia media con un cappottino a quadrettoni. 

Io ho tradotto il cagnese e sono convinto che il toporagno con quel suo abbaiare fastidioso gliene stava dicendo di tutti i colori, cose del tipo: "Eccoti lì!! Facevi il bullo con me, vero? Ora guarda come ti sei ridotto... al guinzaglio e con un cappottino rosso a quadrettoni. Fai ridere!!! Sei ridicolo sembri vestito come il Carlton Banks, il cugino del principe di Bell Air. Hai gli stessi maglioni!! Dov'è la tua dignità? Non fai il bullo adesso, vero? Sei ridicolo, sei ridicolooo. Sei tutto chiacchere e cappottino!!!!" Mentre l'altro, rasentando il muro, vergognandosi come un ladro, non abbozza nemmeno un bau. Anzi, sembra che timidamente cerchi di allontanarsi tirando dolcemente il padrone. 

 Eh, già. Se i cani potessero parlare, credo proprio che vi chiederebbero se pensate alla loro reputazione, quando gli mettete quegli inguardabili cappottini.