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mercoledì 9 giugno 2010

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. »

Il titolo di questo post è una citazione del Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria da Piero Calamandrei, nel gennio del 1955. Mi è venuto in mente ascoltando alcune esternazioni del premier italico. Io mi rendo conto che governare oggi, con i vincoli della Costituzione, sia tremendamente difficile ma, come dice Bersani, San Silvio da Arcore su quella Costituzione ha giurato, usando le parole previste dalla formula rituale:



"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione
e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"

Probabilmente, anche in questo caso, per l'ennesima volta, e che cazzo, in Italia non si può proprio più parlare, deve essere stato frainteso. Però per la prima volta, riesce a farmi sorridere. Inizialmente i nemici erano i comunisti, poi i pm, in seguito i giornalisti, spesso tutti e tre, a volte solo due. Ora la colpa è della Costituzione, perché a loro: «(...) non è che manchino le intenzioni o i buoni progetti, ma l'architettura costituzionale rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete». Bellissimo, quest'uomo ha una capacità di scaricare le responsabilità anche su oggetti inanimati. Prima di fare tutte le promesse vane che ha fatto si è in formato sulle regole del gioco? Mi viene in mente una battuta del film "Mostri contro Alieni": Non ho un cervello però ho un'idea!

Non male nemmeno l'altro passo: «Poi ci sono i tempi della burocrazia, della giustizia civile e penale: lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva e prende a noi cittadini il 50% di ciò che produciamo e dà molto di meno in termini di servizi». Perfettamente in logica con gli scudi fiscali e tutti i capitali rientrati dall'estero. Un chiaro messaggio a tutti i poveri cristi che mensilmente soffocano di tasse, messaggio che li avvisa di essere degli inguaribili imbecilli.

A certe persone manca proprio la vergogna, ma come dice Belpoliti, citando Anders, in Senza Vergogna (suo ultimo lavoro che consiglio caldamente), "la vergogna è necessaria, chiosa Anders, in un'altra pagina del suo diario di viaggio. Questa vergogna deve essere fornita. Poiché quelli che l'hanno fatto, i debitori, i colpevoli, non vogliono pagare la vergogna giunta a scadenza, anzi neppure riconoscerla, devono intervenire altri, in loro rappresentanza, a versare al loro posto la vergogna dovuta".

In queste righe c'è la mia quota di vergogna. Non smettete mai di vergognarvi, di provare raccapriccio e rabbia. Sono gli unici baluardi che ci rimangono da opporre a questo scempio.


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martedì 30 marzo 2010

Di che vi lamentate? Ha vinto nel Lazio e saluta con il saluto romano, avesse vinto in Liguria salutava con il saluto genovese...


Questa foto oggi mi ha veramente urtato. Per tutto il giorno ho pensato di scrivere un post sulla legge Scelba, l'apologia di fascismo e tante altre cose. Alla fine vi cito solo la teoria del sonoro, secondo la quale, per giudicare una storia d'amore o una qualsiasi vicenda umana è indispensabile togliere il sonoro. Eliminare le parole e concentrarsi esclusivamente sui gesti. Tutto qui. Poche parole ed un attimo di riflessione.

venerdì 26 marzo 2010

Raiperunanotte: un salto nel passato


Ieri sera è accaduto qualcosa di molto importante. Non ho problemi ad ammettere che se mi trovassi su una torre con Berlusconi e Santoro butterei giù il primo, probabilmente anche se nessuno mi chiedesse di fare la scelta. Prima che arriviate alla fine, lo dichiaro subito, questo post non ho la più vaga idea di dove andrà a finire. Ho aperto i rubinetti della coscienza. Dopo aver dichiarato la mia poca stima per Berlusconi, vi chiedo di fare un passo indietro per allargare il colpo d'occhio della vostra capacità d'astrazione (sempre che i palinsesti non abbiano raso tutto al suolo). In Berlusconi cercate l'allegoria del potere, in Santoro quella della libertà. Io dunque mi schiero dalla parte della libertà in quanto responsabilità verso gli altri, sé stessi e le proprie azioni. L'uomo libero viene ripagato dalla sua passione anche se non sono affatto pochi quelli che alla stessa hanno dovuto pagare dazio. Ieri seguendo Raiperunanotte ho visto l'essenza dell'uomo libero, e non alludo a Santoro, Travaglio, Luttazzi ma a coloro che sono scesi in piazza sotto l'acqua. Questo avvenimento per me è stato un salto nel passato. Passato che ho conosciuto per sentito dire da mio padre e i miei nonni. Ovvero quando la televisione era un aggregante e la gente si trovava la sera, nei luoghi pubblici, davanti a quella scatola magica. Ieri è successo un po' questo. Vivendo la serata mi è venuto alla mente Corto Maltese, due battute del marinaio. Nella prima dice che "sarebbe bello vivere una favola"; la seconda è una delle più conosciute "... so solamente che ho una antipatia innata per i censori, i probiviri... ma, soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più". Per quanto mi riguarda delle favole ne faccio tranquillamente a meno. Io ho la mia vita da vivere e la forza che ho nella testa e nel corpo, è tutto ciò che mi serve. Basta favole: la gente ha bisogno di una overdose di realtà, non reality, realtà. Censori e redentori mi irritano profondamente, soprattutto quando sono la stessa persona.

Dicevo che tra potere e libertà, scelgo quest'ultima. Il potere non ha quasi mai la responsabilità delle proprie azioni. Anzi, la storia insegna che i potenti i propri errori non li pagano, quasi mai, fin quando la libertà perde il senno, il suo pregio migliore, e taglia le teste. Io mi sento "libertà" e ho troppo rispetto del mio senno per mettere il potere in condizione di rubarmelo. Questa è la posizione che hanno scelto le persone che come me ieri, hanno guardato Raiperunanotte. Ovviamente non per curiosità ma per passione. Ci tengo a precisare che non è la passione per Santoro o l'odio per Berlusconi, ma l'amore per la libertà e l'odio per il potere.

Il potere però, se ci pensiamo bene, non esiste. Sempre Corto Maltese dice che "uno l'autorità ce l'ha fino a che non è costretto ad esercitarla". Il potere attuale l'autorità la sta usando tanto, troppo. Ecco perché il potere oggi non esiste e lascerà inevitabilmente, forse, fra un anno forse fra cento, spazio alla libertà. Ma la libertà ha bisogno di un potere che conceda spazio? No, la libertà è essenza di sé stessa in quanto tale. E' creativa, intelligente, fantasiosa, irriducibile. La libertà é vita o morte, a volte entrambe a volte nessuna delle due. Alcuni pensano di averla imbavagliata e lei comunica con gli occhi. Se la bendano, trasmette al vento i propri pensieri. Fermare la libertà è un inutile esercizio di potere, di autorità. Non è il potere che concede spazio alla libertà, sia ben chiaro! E' la libertà a concederlo al potere. La libertà se esercitata, a differenza del potere, non si esaurisce. Esercitiamola! Esigiamola! Il potere per contrastrarla dovrà, per forza di cose, esercitare la sua autorità. E' una battaglia già vinta. Ieri, questo concetto sembra aver raggiunto molte persone... sarà stato il vento?

Ho apprezzato due interventi su tutti. In maniera quasi commovente, quello di Monicelli che ha messo in guardia dalla speranza. Un uomo brillante che, nonostante l'età, conserva una forza incredibile. Luttazzi è stato esplosivo, intelligente, aggressivo e anche volgare. Il satiro se ha la volgarità nelle sue corde deve esprimerla. Un satiro che si autocensura è impensabile. Non avrebbe senso. Un po' come farsi le seghe con il preservativo. Ieri, Luttazzi ha paragonato l'attuale Italia alla terza fase anale. Un po' di buon senso aiuterebbe a cogliere l'importanza del concetto espresso, mettendo in disparte la volgarità. Il potere che va a puttane e parla di importanze dei valori della famiglia, giustamente, in coerenza con la propria ipocrisia, si è indignato. Per ritornare alla scelta della torre, salverei il satiro che parla di sesso anale e sborra in un contesto affatto gratuito, all'uomo di potere che sorriseggia sull'aspetto di un'avversaria politica.

Ieri sono andato a letto con un misto di sensazioni. Con la curiosità di alzarmi per vedere le reazioni del mondo politico. Qualche tempo fa, avevo letto questa frase: "il senso della storia si conquista facendone un po'". Ricordo che mi aveva colpito moltissimo, tanto da ricordarla a memoria. Non so voi, ma io ho l'impressione che la gente abbia iniziato a rimboccarsi le maniche.
 

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mercoledì 10 marzo 2010

Come mai un magistrato, che ha in ufficio un quadro di Berlusconi, respinge le liste del Pdl? Avrà mica applicato la legge questa scostumata?

Come promesso in questo post ecco il video che rivela lo scoop! Sotto il Che Guevara c'è un disegno di Leonardo Da Vinci. Il famoso foglio ( mm. 344 x 245, carta bianca), eseguito a Milano intorno al 1490, rappresenta uno studio di proporzioni del corpo umano inserito nel cerchio e nel quadrato, le figure geometriche ritenute perfette da Platone, disegnate però non concentriche, bensì costruite in relazione tra loro secondo i modi della Sezione Aurea. Così il centro del cerchio coincide con l’ombelico, e quello del quadrato cade all’altezza dei genitali; come questi indicano l’origine fisica, così l’ombelico rimanda a quella spirituale. Ed è proprio nell’idea geniale di raffigurare contemporaneamente le due potenzialità geometriche, tramite l’applicazione di regole matematiche produttrici di un’armonia che sconfina nella musica, che l’artista realizza una rappresentazione armonica, in una sintesi che resta insuperata. Ovvio che il soggetto sia un ritratto, figlio di una premonizione di Leonardo, del nostro premier, da sempre simbolo di perfezione, unanimità e massimo consenso. A questo punto viene da chiedersi come mai, un magistrato che ha in ufficio un quadro di Berlusconi, abbia respinto le liste del Pdl. Avrà mica applicato la legge questa scostumata?



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martedì 9 marzo 2010

Nel lazio, presentando lo scontrino fiscale di un panino, gli elettori potranno votare anche se arrivano al seggio con due ore di ritardo


Tornando in macchina dal lavoro mi sono dovuto fermare perché la ridarella stava diventando pericolosa per la guida. Stavo ascoltando Un giorno da pecora su Radiodue. L'argomento era il macello successo con le liste per le prossime elezioni. Rientrato a casa mi sono scaricato il podcast; in seguito ho pensato di trascrivere il contenuto in un post. Eccolo qui:

Elezioni elettorali 2010. Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 28 e lunedì 29 marzo. I seggi resteranno aperti domenica, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì dalle ore 7 alle ore 15; ma nel lazio, presentando lo scontrino fiscale di un panino, gli elettori potranno votare, anche se arrivano al seggio con due ore di ritardo. L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento d'identità e con la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita, può falsificarne una imitando la firma del direttore dell'ufficio elettorale di residenza, facendosela autenticare da suo cognato, lanciando un appello al Presidente della Repubblica e facendo ricorso al TAR. Si vota con una scheda di colore verde. L'elettore, contrassegnando il simbolo di una delle liste provinciali poste sul lato sinistro della scheda, esprime un voto valido sia per la lista provinciale prescelta che per le liste regionali collegate il cui capolista è candidato a presidente della lista...
L'elettore residente all'estero, constrassegnando il simbolo di una delle liste, esprime un voto valido sia per la lista prescelta che per la 'ndrangheta. L'elettore può esprimere anche un voto disgiunto, dando la preferenza sia al candidato del centrodestra che al candidato del centrosinistra. E' sufficiente contrassegnare il simbolo dell'UDC. E' vietato calpestare i radicali sdraiati all'ingresso dei seggi. E' vietato votare Morgan. Il tar ha stabilito che i televoti per Emanuele Filberto di Savoia non sono più validi dal 1946.

(Tratto da Un giorno da pecora, Radiodue, 9 marzo 2010)

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venerdì 5 febbraio 2010

Tra pre-carie, immigrati e denti del giudizio...

Ho la sfortuna di fare tanti km in macchina la mattina per andare al lavoro ma oggi, grazie alla neve, ho potuto allietare il mio viaggio ascoltando Radio Padania Libera. Già il nome dell'emittente lascia perplessi. Radio Padania Libera da cosa? Libera da qualsiasi forma di intelligenza o semplicemente libera di dire quel cazzo che gli pare? Non lo so. Mentre sono in coda in macchina sento parlare della proposta del permesso di soggiorno a punti. Gli immigrati dovranno sottoscrivere un accordo per l' integrazione con una serie di doveri da adempiere, tra i quali la conoscenza della lingua italiana, l'iscrizione al servizio sanitario nazionale, la conoscenza della Costituzione. Se gli obiettivi sono stati raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione. Secondo Maroni è un sistema «per garantire l'integrazione: io ti suggerisco le cose da fare per integrarti nella comunità. Se le fai ti do il permesso di soggiorno, se non le fai significa che non vuoi integrarti. Lo applicheremo solo ai nuovi permessi di soggiorno». A me viene da pensare che se questa proposta fosse sottoscritta anche da tutti i nostri parlamentari, nel giro di qualche mese ce li toglieremmo dalle balle. Comunque io sono d'accordissimo con tale proposta, ma aggiungerei l'obbligo agli stessi immigrati, una volta imparata la Costituzione, di divulgarla facendola conoscere anche agli Italiani.

Sfortunatamente il segnale di Radio Padania Libera, durante il mio viaggio, si è fatto sempre più flebile costringendomi a cambiare frequenza. Sulla nuova emittente si parlava di legittimo impedimento. A me questa cosa lascia perplesso. Mi sono preso la briga di leggere qualcosa a riguardo: 

Per tale ragione, ritengo, dunque, di dover presentare la presente proposta di legge, con la quale - intervenendo sul testo dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale mediante l'aggiunta di un comma - si dispone espressamente che l'esercizio dell'attività parlamentare costituisce legittimo impedimento a comparire ai sensi e per gli effetti della norma in parola.

A me questa cosa sembra una cazzata colossale. Praticamente è assodato che una volta che sei parlamentare la tua vita è impegnata al 100% nelle attività politiche. Non voglio dire che i politici fanno poco, ma è anche vero che tanti impegni di Berlusconi  potrebbero essere annullati. Per quanto mi riguarda sarebbe più importante fare chiarezza e trasparenza su tutti i nodi che sono/sarebbero arrivati al pettine dei magistrati, piuttosto che vedere Silvio partecipare a tante manifestazioni. Per esempio, andare a L'Aquila, con tutto il rispetto per quello che è successo, non mi sembra fondamentale. La cosa importante è che i lavori vadano avanti, non credo sia necessaria la presenza di Berlusconi per verificare ciò. Potrebbe essere più che sufficiente la presenza di un suo rappresentate. A meno che, apparire a L'Aquila, non abbia una forte valenza mediatica. Sorvolo sull'incostituzionalità della legge. Solo in un paese di pagliacci come il nostro, una legge poteva avere un testo del genere:
"non potrà valere per oltre 18 mesi dalla sua entrata in vigore e trova applicazione in attesa di una legge costituzionale sulla prerogative del presidente del Consiglio."

E' assurdo che una legge che si autoincensa come non Costituzionale non venga gettata nel cestino. Trovo altresì riprovevole l'astensione dell'Udc ma è un altro capitolo.
Alla fine sono arrivato al lavoro e sono entrato in classe. Per colpa delle neve metà studenti sono rimasti a casa. Nelle due ore buche ho letto il giornale. La notizia che mi ha colpito è stata quella di una maestra precaria che, stufa della sua posizione, si è data al porno. Sul momento mi è venuto da ridere, poi ho fatto amare riflessioni. Insegnare è sempre stata una missione. Oggi ancora di più, perchè gli studenti sono schegge impazzite. E mi è venuto da pensare che quelli che dovrebbero essere il nostro futuro, più che essere visti come investimento sono considerati dei pesi privi di valore.
Se una società paga così poco gli insegnanti vuol dire che non ha nessun progetto per i giovani. Mi spiego meglio. Io vorrei il meglio per i miei figli: professori preparati, capaci, motivati e ben retribuiti. Alcuni miei colleghi, saltano da una scuola all'altra, tappando buchi e lavorando in condizioni disagevoli. Molti pur avendo una passione per l'insegnamento, vanno avanti per disperazione, altri mollano. Magari non si danno al porno ma cambiano lavoro. Tutto questo si riflette in una perdita di qualità dell'istruzione. Bisognerebbe fermarsi e capire cosa si vuole dare ai giovani. Volete crescere una generazione di tronisti e veline? Ok, basta saperlo.

Se la decisione dovesse essere questa, si potrebbe fare una nuova legge sul legittimo impedimento ad insegnare. Sarebbe moralmente inaccettabile ma non incostituzionale... forse.

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venerdì 22 gennaio 2010

Ignoranza storica o conoscenza del presente: dubbi esistenzialisti di un docente

Ore 06.40 la sveglia suona interrompendo un sogno imperscrutabile: la mia ragazza che mi chiama per dirmi che si è messa con un altro. Ammmore? Devi dirmi qualcosa? Mi concedo un minuto per raccogliere le idee. Ok! Fuori dal letto con il freddo che mi morde il corpo. Corro in bagno: faccia, denti e abluzioni varie. Mi guardo allo specchio, mi deprimo e vado a vestirmi. Ore 06.58 chiudo la porta di casa. Ore 07:01 accendo la macchina e via nella nebbia. Passo lento. La radio mi tiene compagnia e... sveglio. Dopo i classici 45 minuti di traffico, giungo a destinazione. Quasi in orario. Firmo e scherzo con i colleghi. Domani proverò a migliorare il tempo sul giro. Rimesto nelle tasche, trovo i 35 cents per il caffé di rito alla macchinetta. Pronto per la lezione: oggi verifica di storia. Presento i testi ai ragazzi, spiego le domande e risolvo i nodi che le parole (queste sconosciute) creano agli alunni che, a dire il vero, sembrano passare di lì per caso. Scusi prof , mi guarda con occhio vitreo nel quale ritrovo i banchi di nebbia del tragitto da poco percorso, ma cosa vuol dire: in quale anno è stata prolungata (promulgata) la Costituzione? Altre questioni degne di nota, troppe per elencarle tutte.  Ne riporto solo una perché condividere è bello: "Prof ma la seconda guerra del mondo della domanda 4 è quella di Call of duty? Pe chi non lo sapesse Call of duty è un videogioco. Passa l'ora di verifica e, con tanta fatica, anche il resto della mattinata.

Nel pomeriggio, dopo pranzo e un breve pisolo, correggo i compiti. Ogni volta i fuochi d'artificio. Le prime due correzioni volano piuttosto semplici. Qualche imprecisione ma, con soddisfazione, sono due voti positivi. La terza è una pura rivisitazione in chiave onirica della seconda guerra mondiale. Hitler invade l'Australia (Austria) e l'esercito di canguri viene annientato. La linea Margot (Maginot), presumo nell'oceano indiano, diviene il muro di Berlino mentre il maresciallo Rimmel perde nel Sahara. Voto alla fantasia 10 alla preparazione 1. Procedo con altre verifiche ben fatte. Infine il mio preferito, quello che riesce a stupirmi sempre. Colui che ogni volta che chiedo se ha capito, risponde pacifico: "Prof, tranqui, capito tutto!!"

La consegna prevedeva di riassumere con parole proprie l'articolo 11 della Costituzione Italiana (per il mio studente Emo, scritta "durante la Rivoluzione Francese perchè tutti gli uomini sono uguali"). Il mio Vate comincia così "L'Italia ripudia la giustizia..." per finire "...e assicura la pace e la guerra fra le Nazioni". Mi butto felinamente sotto il tavolo per evitare il colpo apoplettico che mi schiva e va a morire vicino alla libreria. Cazzarola!! Settimane di lavoro e spiegazioni, e questo mi scrive che "l'Italia ripudia la giustizia!!". Che voto gli metto? ZERO? Mi prendo 15 minuti di riflessione. Mangio due biscotti mentre faccio una rassegna stampa internettiana. La moglie di Mastella si sente come Craxi. Avesse detto Giovanna d'Arco avrei capito bene ma paragonarsi a Craxi mi confonde. Vuole un strada dedicata? Per andarci a lavorare la notte? Che voleva dire? Intanto quel pensiero. Come si fa dico io? Ripudia la giustizia. Argomento del giorno in rete: il processo breve. Bisogna attendere l'esito della camera. Un ddl controverso. L'Italia ripudia la giustizia... questo pensiero mi gira in testa. Leggi ad personam. I muri della certezza iniziano a incrinarsi. Ma, non è che? Mmhh. L'Italia ripudia la giustizia... Stai a vedere che sto correggendo il compito di quello che ha visto più lontano di tutti... E sì, più leggo i giornali e più mi accorgo che questa rilettura dell'articolo 11 ha ben poco di visionario...

Ma ora il dubbio che dovete aiutarmi a sciogliere: il mio caro studente è ignorante in storia ed educazione civica o è un fine conoscitore del presente? Ad essere sincero io non so rispondere...


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mercoledì 6 maggio 2009

Chi fa la spia non è figlio di Maria...

Leggo molto anche se spesso non capisco ciò che leggo. Vivendo in Italia questa cosa non mi preoccupa più di tanto visto che, molto di frequente, lo scritto è senza senso. Ho letto però una cosa che ho capito e sono molto preoccupato. I nostri savi in parlamento vorrebbero che i senza permesso venissero denunciati dai medici, o dai presidi qualora genitori clandestini li iscrivessero a scuola. A parte il fatto che la proposta la considero abbastanza idiota, e considerato i cervelli da Nobel che chiamiamo onorevoli, non mi sorprende affatto; per vari motivi. Tutto sommato, facendo un ragionamento privo di umanità, se un clandestino malato sapendo che rischia di essere denunciato non si presenta in ospedale... vabbè, se muore di cacarella, alla fine, sono solo cazzi suoi. Però, perchè c'è un però, se il povero clandestino fosse portatore di una malattia contagiosa? Una bella febbre suina, magari? Ma sì, ma chi se ne frega. Passi l'idiozia della idea in sè, passi la totale mancanza di umanità, ma qui c'è anche grande ignoranza sui principi di... come si chiama... quella cosa là? Ah, si la Costituzione!!


Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Non male, eh? Quelli che l'hanno scritta non erano poi così idioti, a differenza di quelli che... vabbè. Comunque, se proprio vogliamo essere disumani freghiamocene del diritto dell'individuo; basta con tutti questi negri, zingari... li vogliamo solo se fanno goal... in quel caso possiamo anche falsificare i passaporti. Dicevamo, se proprio dobbiamo sorvolare sul diritto dell'individuo, diamo un occhio a quello della collettività.

Un'altra cosa divertente è la figura dei presidi spia. Ce lo vedo il mio ex-preside in versione 007, con smoking e Aston Martin. Meno male che i presidi hanno dimostrato molto più cervello e umanità di chi ci rappresenta.

Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.

Anche qui ricorre in aiuto quel vetusto e superato documento. La cosa che mi perplime è che gli stessi che sbraitano, perchè i clandestini non rispettano i nostri usi e costumi (soprattutto di tinta verde), vietino agli stessi clandestini di usufruire dell'unico modo per integrarsi.

Una cosa però mi sfugge. Come mai nessuno propone una legge severa contro chi sfrutta i clandestini? Qualche anno fa ho conosciuto Adrian, ragazzo albanese di 17 anni, scappato dalla sua terra da solo. Arrivato in Italia è finito a fare il muratore, in nero, a 10.000 lire al giorno. Dormiva in una capannetta di legno e cartone, poco lontano dal cantiere. Lavorava per una grande impresa edile, di un signore tanto stimanto e tanto ben voluto. Il classico self made man brianzolo. Adrian era il classico delinquente che non aveva studiato e proprio per questo era stupido. Tanto stupido che quando gli proposero di spacciare e fare soldi in fretta, pensò a quello che gli aveva insegnato il padre. Le cose bisogna guadagnarsele con il sudore ed in maniera onesta, soprattutto, in maniera onesta. Dopo otto mesi di duro lavoro, con una quotidianità al limite della decenza, Adrian cadde da un ponteggio. Grazie al cielo solo qualche metro di volo. Atterò su dei laminati e si provocò diverse ferite profonde al braccio destro. Braccio che purtroppo gli venne amputato. Non so che fine abbia fatto Adrian. Ricordo solo i suoi occhi verdissimi, che aveva imparato l'italiano ascoltando alla radio i pezzi di Ligabue e Vasco Rossi, che poi suonava alla chitarra. Una chitarra sgangherata che gli aveva regalato un muratore suo collega. Peccato, per Adrian. Peccato per la sua chitarra sgangherata. Sgangherata e ora anche muta. Cosa c'è di più triste di una chitarra muta? Forse un ragazzo albanese di 17 anni che lavorando in nero perde un braccio? Peccato Adrian... con il senno di poi era meglio che ti mettessi a spacciare. Soldi facili, soldi veloci. 'fanculo ai valori morali e ai principi etici.