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martedì 29 giugno 2010

Come incontrare la vergogna ad un semaforo.

Oggi sono andato a Milano per un colloquio di lavoro. Con la mia bella macchinina grigia sono arrivato a Bresso, relativamente presto. Viaggio tranquillo senza traffico, musica alla radio e aria condizionata. Tutto ok. Al semaforo per girare verso Villa San Giovanni un ragazzo di circa trent'anni, sicuramente straniero, senza una gamba, mal vestito e sporco si avvicina. Infastidito lascio il pedale della frizione e la macchina avanza di quei pochi cm, utili a scartarlo. Svuoto la testa. Semaforo verde, riparto. Svolto  a destra e ritrovo un altro semaforo rosso. Mi fermo. Mi ritrovo un signore anziano, italiano, con il bastone e il passo malfermo che dal finestrino mi dice: "Figliolo, avresti qualche moneta? E' da ieri che non mangio". Porca merda, non ho moneta. Ho i soldi ma non ho moneta. Ho due pezzi da cinquanta euro ma, cazzo!, non posso permettermi di donare cinquanta euro. Lo guardo con un sorriso di imbarazzo e vergogna e, scusandomi, dolcemente lascio la frizione per far scivolare via la macchina e buttare il vecchietto nel pozzo dei ricordi dimenticati. Non funziona.

Arrivo a Villa San Giovanni, posteggio e mi sento una merda. Mi vergogno come un cane di quello che ho fatto. Mi vergogno anche di essermi infastidito per il ragazzo senza gamba. Ho lo stomaco che mi si contorce e mi viene quasi da vomitare. Ho l'impulso di comprare dei panini e tornare indietro ma non posso, devo andare in centro per dare una svolta alla mia vita. In metropolitana penso e ripenso. Sono anche io uno stupido razzista? Invece di provare pietà per un cristo senza una gamba mi sono infastidito! Al posto del cuore ho un cumulo di merda. Poi ci ho riflettuto un po'. No, non mi hanno infastidito il ragazzo senza gamba o il vecchietto con il bastone. Mi ha terrorizzato il fatto di non poterci fare nulla. Mi sono vergognato di vivere in un mondo che permette simili umiliazioni. I miei cinquanta euro non avrebbero cambiato niente. Avrebbero mangiato due giorni, ok ma dopo? Sarebbero ritornati lì, magari avrebbero cambiato incrocio. Ho ragionato un attimo e mi sono scagionato. No, non sono razzista, ok. Non mi è bastato, però, per sentirmi meglio.

lunedì 28 giugno 2010

Aldo Brancher: le deleghe? Quelle che sono scritte... appena mi salvo il culo le leggerò!

E' di questi giorni la notizia che Aldo Brancher è stato nominato Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento. Non ho la più vaga idea di che cosa si occupi il suddetto Ministero ma sarà sicuramente qualcosa di importante e, se non lo so, sarà colpa mia che non mi tengo informato. La cosa che mi lascia basito è, che nemmeno l'avvocato del processo nel quale è imputato Brancher, abbia ben capito che carica ricopra il Ministro.

 

A essere sincero non è che le spiegazioni fornite da Brancher, riguardo il suo incarico istituzionale, mi chiariscano la sua posizione. Anzi, se possibile, contribuiscono a confondermi.



Ora, non è che mi aspettassi una dettagliata descrizione della funzione del Ministero per la Sussidiarietà e il Decentramento. Non nego che avrei apprezzato sapere almeno una delega, una sola... giusto per capire cosa lo hanno messo a fare lì.

La carriera professionale di Brancher parte con Famiglia Cristiana e arriva in Fininvest, in Forza Italia e poi nel Popolo delle Libertà. Da qui in poi, vince un master di 3 mesi a San Vittore nell'inchiesta Mani Pulite. E' stato condannato con giudizio in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato cade in prescrizione, mentre il primo viene depenalizzato dal governo Berlusconi. Viene indagato per ricettazione nello scandalo della Banca Antonveneta. In virtù di cotanto Curriculum viene nominato Ministro senza portafoglio (visto i casini che ha fatto... chi cazzo si fida a dargli un portafoglio a un personaggino simile?).

Ovviamente appena eletto invoca il legittimo impedimento per poi rifiutarlo, in seguito allo scandalo sollevato in ambito politico. Io continuo a chiedermi come abbia fatto ad arrivare fin dove è arrivato e, a differenza dei suoi colleghi di partito, non vedo la rinuncia come un grande esempio di correttezza come dice la Gelmini.

Anzi, secondo me, è probabile che abbia rinunciato, meglio, sia stato costretto a rinunciarci, perchè se si materializzasse l'ipotesi per cui il legittimo impedimento sia utilizzabile solo per chi presiede un dicastero con "portafoglio", ne conseguirebbe che tutto il casino farebbe decadere il legittimo impedimento anche per il Presidente del Consiglio, che per inciso non ha alcun portafoglio. E se questa ipotesi fosse stata ufficializzata, Berlusconi si sarebbe trovato in casini indicibili...
Correggetemi se sbaglio!

Chiudo con una citazione dell'amico Layos:

"Comunque io sto con Aldone Brancher, ha fatto bene a provarci, d'altra parte c'e' gente che li vota e li vota e li rivota per quante porcate facciano. Quindi è giusto approfittarne a piene mani per più che si può. Se uno ti telefona per sapere che numeri usciranno al lotto e tu in cambio ti fai dare dei soldi sei un furbone, non un profittatore. Tanto più se questo pensa che non siano usciti perchè un cucchiaio di sale non si scioglie in un bicchiere d'acqua. Allo stesso modo se uno ti chiede il voto per salvarsi il culo dalla galera o rendere floridi i conti della sua azienda e tu glielo dai non è una truffa, ma un colpo di genio".