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martedì 13 aprile 2010

La mia prima volta in palestra: esercizi fisici ed esercizi mentali

Eccomi qui. Ci tenevo a farvi sapere come è finita la mia prima avventura in palestra. Qui trovate info sull'inizio dell'avventura. Qualche brevissimo update. Dopo l'esordio di sabato scorso seguito da una domenica tranquilla, il lunedì ero un straccio. Muscoli mai esistiti nel mio corpo, hanno iniziato a far male tanto che la sera nel tentativo di mettermi le braghe del pigiama, poco ci manca che muoio dal ridere. Per farla breve, addominali e braccia erano tutti indolenziti. Infilo le gambe nel pigiama, alzo la parte davanti senza problemi ma la parte posteriore mi rimane sotto le chiappe. Cerco con le braccia di arrivare dietro la schiena ma un dolore strano, tipo quando si casca sull'osso sacro, mi aggredisce. Avete presente quel dolore? Che fa male ma viene da ridere da soffocare? Ecco! Uguale. Più cerco di alzare i pantaloni senza riuscirci più rido. Il ridere coinvolge anche gli addominali doloranti e indolenziti. Risultato? Più ho dolore e più rido, più rido e più ho dolore. Non sapendo più come uscire da questa spirale mi butto sul letto, con l'elastico del pantalone sotto le chiappe, e attendo la mia sorte umiliatrice.


Non contento di questo, ieri sono tornato in palestra. Orario sbagliato le 19.00. Troppo traffico sugli attrezzi e una fauna da scriverci un trattato sociologico. Ve ne parlerò dopo. Ora continuo con la prima giornata. Eravamo rimasti al (sur)riscaldamento. Sceso dalla macchina infernale più morto che moribondo, Riccardo mi illustra la mia scheda di lavoro.
  1. 15 minuti di riscaldamento sulla syncro
  2. Una serie di esercizi per addominali, braccia, gambe e spalle da ripetere tre volte
  3. 15 minuti di bicicletta
  4. Una serie di esercizi per braccia, spalle e addominali da ripetere tre volte
  5. 10 minuti defaticanti di syncro
  6. DOCCIA!!!
Una cosa sulla quale mi preme soffermarmi è la postura. Giro panoramico su tutte le macchine che interessano il mio percorso. Spiegazione sull'utilizzo, sulla quantità del peso e raccomandazione sulla postura. Molto semplicemente Riccardo dice che "devo avere la postura da palestrato", perché è quella giusta per eseguire gli esercizi in maniera efficace e senza rischio di infortuni. Ovvero, schiena dritta, petto in fuori, pancia dentro e spalle aperte. Faccio una battuta più o meno così: "Allora devo camminare così da smargiasso? Quasi quasi mi faccio crescere le basette, mi faccio un tatuaggio maori sull'avambraccio, faccio crescere i capelli, metto una bandana nera con i teschi e pantaloncini aderenti." Riccardo rimane perplesso. A me sembrava divertente. Poi mi guardo intorno e capisco perché Riccardo non ride. Dietro di me, a poco più di due metri, c'è un esemplare di Homo Palestratus identico alla mia descrizione. Vallo a spiegare che non l'avevo visto e che stavo scherzando. Almeno non mi ha sentito, per via del troppo sangue affluito ai bicipidi.

Tranquillo e beato, inizio il mio percorso. Impossibile però rimanere concentrato sulla sola attività fisica. Claude Lévi-Strauss, che non è l'inventore dei bluejeans, avrebbe preso spunto per un libro dal titolo Tristi Palestre. Nelle pubblicità tutti quelli che fanno ginnastica, sono fichissimi, abbronzati e sorridenti. La mia palestra, come la famosa banca, è differente. Sembrano tutti incazzosi e serissimi. Tutti concentrati sui pesi da tirar su e i km da fare sul tapis roulant. Al bilanciere il top. Devo fare i miei esercizi con 5 kg di peso. Arrivo che tre ragazzi sono già lì. Tutti e tre tirano su 55kg più di me. Uno è sdraiato sulla panca, rosso paonazzo con le braccia in alto che reggono il bilanciere con 60 kg; un altro è in posizione di emergenza nel caso non reggesse più il peso; il terzo fa l'indifferente ma si vede lontano un km che sta sbirciando i culi delle signorine che fanno step nella stanza vicina. Finiscono il loro allenamento e mi offrono la panca, il tutto senza un cazzo di sorriso. Tolgo i 55 kg in eccesso e inizio i miei esercizi. Loro restano lì a guardarmi con l'espressione di chi sta pensando: "guarda 'sto sfigato che non riesce a tirare su nemmeno 10 kg!". Finisco e lascio la panca. La competizione, insita nell'uomo quando è in branco, li porta ad improvvisare una gara. Iniziano a pompare con 60, 65, 70 kg, lanciandomi occhiate di quintessenza di compatimento per il mio fisico da sfigato. Io li riguardo con aria perplessa e, a voce bassissima mi chiedo: "ma se avessero da trombare sarebbero qui a fare a gara a chi ce l'ha più duro tirando su 70 kg?". Col senno di poi, potevo anche dirlo a voce alta. Tutto il sangue ai muscoli gli avrebbe impedito di capire. Comunque procedo con i miei esercizi all'inseguimento del benessere psicofisico!! Vi regalo una chicca degli Skiantos che, nonostante tutto, riassume anche il mio pensiero.



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3 commenti:

Nurix ha detto...

Un mio amico che ha iniziato ad andare in palestra racconta esattamente le stesse cose... =)

Complimenti per il post!

Valente il ragazzo diffidente ha detto...

La palestra è un vero universo parallelo.

Io rimango dell'idea che il culturismo sia stato inventato dagli alieni che ci vedono come capponi da ingrassare.

Con la tv che guardiamo e lo sport che facciamo, ci troveranno belli stupidi e pasciuti e di noi faranno un sol boccone!

Valente

mattia guernieri ha detto...

Quando la volpe non arriva all'uva dice che è acerba.