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giovedì 16 dicembre 2010

La solitudine dei numeri Premier


Proprio qualche giorno fa ho finito questo bellissimo e attuale romanzo. Ne approfitto per parlarvene un po', magari vi stimolo alla lettura o a lasciare l'Italia. Il romanzo racconta la storia di due persone, di nazionalità italiana, Cesare e Chiunque, le cui vite vengono gravemente segnate da vicende accadute nella loro infanzia.

Cesare è descritto come un facoltoso e libidinoso settantenne che pur odiando la politica e non mostrando alcuna attitudine particolare per questa attività, se non quella di saper raccontare menzogne anche se non necessario, è costretto a fondare un partito e diventare Primo Ministro, unico modo per garantirsi l'immunità parlamentare. Una mattina, buona parte del partito si separa dalla linea politica di Cesare che, per non veder cadere il suo governo, è costretto a comprarsi deputati come fossero Chupa Chups. Cesare in questo è bravissimo, essendo anche presidente di una squadra di calcio, le compravendite è abilissimo a farle,  specialmente se può offrire "favori" a persone poco limpide. L'unica differenza è che per la sua squadra di calcio ha sempre comprato il meglio, mentre per il partito va bene Chiunque. Infatti non serve un fuoriclasse assoluto, Chiunque basta e avanza per far numero.

Chiunque è un ometto poco dotato ma in questa circostanza è abilissimo a sfruttare l'occasione. Non per nulla si dice che l'occasione trasforma chiunque in ladro. Chiunque, a differenza di suo fratello Qualcuno che invidiava moltissimo, conduce un'esistenza isolata dal resto dei suo compagni di partito, vivendo la sua vita di deputato in solitudine. Poi, un giorno, per poter partecipare alla festa per il compleanno di Cesare a Villa Certosa, lascia la sua coscienza a casa. Qualcuno la trova e la dona in beneficienza.

La necessità di allargare il numero di parlamentari di Cesare e la voglia di Chiunque di diventare qualcuno, induce quest'ultimo che militava nell'opposizione a fare il salto della quaglia e appoggiare Cesare. Chiunque, che sappiamo poco dotato, non si era contraddistino per una brillante carriera politica nelle file dell'opposizione. Probabilmente, in tutta la sua vita non si è distinto in nulla. A pensarci bene Chiunque si è distinto proprio perché non è mai riuscito a distinguersi in nulla. E' un inetto completo, che ha raggiunto cariche di governo per il suo completo servilismo. La sua inutile posizione all'interno del partito di opposizione fa si che il suo voltagabbana non sia nemmeno letto come un vero e proprio tradimento.

Il racconto poi si sposta nel periodo più drammatico della crisi di Cesare che afflitto dalle sue voglie libididinose, insostenibili da un corpo che manifestava evidenti i limiti della sopraggiunta età, inizia a perdere fiducia nella sua virilità. Chiunque, poco dotato, snobbato da Tutti e con una vita sociale pressoché nulla,  avendo accettato le lusinghe di Cesare, viene ammesso nel giro di amicizie che contano. Finalmente Chiunque può godere degli agi di Cesare: ricchi ristoranti, festini privati, ragazze meravigliose e disponibili. E per ricambiare il favore, più per servilismo che per reale gratitudine, Chiunque riesce a far ritrovare a Cesare la perduta fiducia nella sua decadente virilità.

Cesare e Chiunque stringono un'amicizia particolare: le due esistenze dipendono l'una dall'altra, ma se possono non si cercano. Nessuno dei due nutre interesse nell'altro: il primo usa il secondo per non cadere dal piedistallo mentre il secondo usa il primo per smettere di essere Chiunque e diventare Qualcuno.

Qualcuno di voi l'ha letto? Questo è un velocissimo riassunto. Se avete idee per arricchirlo... scrivete.

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2 commenti:

Andrea ha detto...

Ti leggo da tanto tempo ma in silenzio. Oggi non posso non scriverti che sei un maledetto genio!!

Scrivi in modo magistrale, arguto e ironico. Hai mai pensato a scrivere un libro? Secondo me hai tutte le carte in regola per scrivere racconti. Pensaci!!

Andrea

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

ahaha titolo geniale! :)