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venerdì 5 febbraio 2010

Tra pre-carie, immigrati e denti del giudizio...

Ho la sfortuna di fare tanti km in macchina la mattina per andare al lavoro ma oggi, grazie alla neve, ho potuto allietare il mio viaggio ascoltando Radio Padania Libera. Già il nome dell'emittente lascia perplessi. Radio Padania Libera da cosa? Libera da qualsiasi forma di intelligenza o semplicemente libera di dire quel cazzo che gli pare? Non lo so. Mentre sono in coda in macchina sento parlare della proposta del permesso di soggiorno a punti. Gli immigrati dovranno sottoscrivere un accordo per l' integrazione con una serie di doveri da adempiere, tra i quali la conoscenza della lingua italiana, l'iscrizione al servizio sanitario nazionale, la conoscenza della Costituzione. Se gli obiettivi sono stati raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione. Secondo Maroni è un sistema «per garantire l'integrazione: io ti suggerisco le cose da fare per integrarti nella comunità. Se le fai ti do il permesso di soggiorno, se non le fai significa che non vuoi integrarti. Lo applicheremo solo ai nuovi permessi di soggiorno». A me viene da pensare che se questa proposta fosse sottoscritta anche da tutti i nostri parlamentari, nel giro di qualche mese ce li toglieremmo dalle balle. Comunque io sono d'accordissimo con tale proposta, ma aggiungerei l'obbligo agli stessi immigrati, una volta imparata la Costituzione, di divulgarla facendola conoscere anche agli Italiani.

Sfortunatamente il segnale di Radio Padania Libera, durante il mio viaggio, si è fatto sempre più flebile costringendomi a cambiare frequenza. Sulla nuova emittente si parlava di legittimo impedimento. A me questa cosa lascia perplesso. Mi sono preso la briga di leggere qualcosa a riguardo: 

Per tale ragione, ritengo, dunque, di dover presentare la presente proposta di legge, con la quale - intervenendo sul testo dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale mediante l'aggiunta di un comma - si dispone espressamente che l'esercizio dell'attività parlamentare costituisce legittimo impedimento a comparire ai sensi e per gli effetti della norma in parola.

A me questa cosa sembra una cazzata colossale. Praticamente è assodato che una volta che sei parlamentare la tua vita è impegnata al 100% nelle attività politiche. Non voglio dire che i politici fanno poco, ma è anche vero che tanti impegni di Berlusconi  potrebbero essere annullati. Per quanto mi riguarda sarebbe più importante fare chiarezza e trasparenza su tutti i nodi che sono/sarebbero arrivati al pettine dei magistrati, piuttosto che vedere Silvio partecipare a tante manifestazioni. Per esempio, andare a L'Aquila, con tutto il rispetto per quello che è successo, non mi sembra fondamentale. La cosa importante è che i lavori vadano avanti, non credo sia necessaria la presenza di Berlusconi per verificare ciò. Potrebbe essere più che sufficiente la presenza di un suo rappresentate. A meno che, apparire a L'Aquila, non abbia una forte valenza mediatica. Sorvolo sull'incostituzionalità della legge. Solo in un paese di pagliacci come il nostro, una legge poteva avere un testo del genere:
"non potrà valere per oltre 18 mesi dalla sua entrata in vigore e trova applicazione in attesa di una legge costituzionale sulla prerogative del presidente del Consiglio."

E' assurdo che una legge che si autoincensa come non Costituzionale non venga gettata nel cestino. Trovo altresì riprovevole l'astensione dell'Udc ma è un altro capitolo.
Alla fine sono arrivato al lavoro e sono entrato in classe. Per colpa delle neve metà studenti sono rimasti a casa. Nelle due ore buche ho letto il giornale. La notizia che mi ha colpito è stata quella di una maestra precaria che, stufa della sua posizione, si è data al porno. Sul momento mi è venuto da ridere, poi ho fatto amare riflessioni. Insegnare è sempre stata una missione. Oggi ancora di più, perchè gli studenti sono schegge impazzite. E mi è venuto da pensare che quelli che dovrebbero essere il nostro futuro, più che essere visti come investimento sono considerati dei pesi privi di valore.
Se una società paga così poco gli insegnanti vuol dire che non ha nessun progetto per i giovani. Mi spiego meglio. Io vorrei il meglio per i miei figli: professori preparati, capaci, motivati e ben retribuiti. Alcuni miei colleghi, saltano da una scuola all'altra, tappando buchi e lavorando in condizioni disagevoli. Molti pur avendo una passione per l'insegnamento, vanno avanti per disperazione, altri mollano. Magari non si danno al porno ma cambiano lavoro. Tutto questo si riflette in una perdita di qualità dell'istruzione. Bisognerebbe fermarsi e capire cosa si vuole dare ai giovani. Volete crescere una generazione di tronisti e veline? Ok, basta saperlo.

Se la decisione dovesse essere questa, si potrebbe fare una nuova legge sul legittimo impedimento ad insegnare. Sarebbe moralmente inaccettabile ma non incostituzionale... forse.

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2 commenti:

elisa ha detto...

http://zeta184.blogspot.com/2010/02/raccolta-punti-italianita-in-regalo.html

Turkish Face ha detto...

Purtroppo ho letto con più di 48 ore di ritardo questo tuo articolo, la lettura dei tuoi post provoca in me una reazione meticcia, a metà tra il riso e una profonda rilessione sull'attualità dell'Italia, ormai catalogabile come il paese della mozzarella. Che fine ha fatto quello che banalmente si può definire "bagaglio culturale" dell'Italia? La meta principale del gran Tour del diciassettesimo secolo si è trasformata in una discarica in cui ogni genere di cultura è distrutto e sostituito da profonda ignoranza, ogni persona capace di riflettere è mobbizzata, disprezzata e cacciata per lasciare posto al mediocre incolto, e ogni tentativo di progresso è soppresso spietatamente da una società bigotta. Detto questo rinnovo i miei complimenti sia al tuo lavoro di blogger che a quello di insegnante.