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mercoledì 23 giugno 2010

Gli Spietati - "E' una cosa grossa uccidere, gli levi tutto quello che ha, tutto quello che sperava di avere"

"E' una cosa grossa uccidere, gli levi tutto quello che ha, tutto quello che sperava di avere". Credo sia una delle citazioni più belle dal film Gli spietati e fa parte di un dialogo tra William "Will" Munny e Skoofield Kid. I due sono in attesa della ricompensa per aver ucciso gli sfregiatori di prostitute. Non arriverà solo la ricompensa, ma anche la notizia della morte di Ned. Il film, che sembrava giunto al termine, ritrova nuova vita con la ricaduta all'inferno di Will. Non voglio fare una recensione di questo titolo. La frase che ho citato mi ha fatto pensare che non servono le armi per uccidere, per privare un uomo di quello che ha o sperava di avere.
E' più che sufficiente privarlo della libertà, del diritto al lavoro, della sicurezza del futuro o farlo vivere in uno Stato che promette tutto, senza mantenere nulla. Ogni giorno migliaia di bamboccioni si alzano la mattina per andare a cercare un lavoro, a fare colloqui dove si sentono presi in giro. Contratti a progetto, senza tutela in caso di malattia, senza ferie, senza sapere cosa ci sarà alla fine della collaborazione. E non basta! Spesso oltre a questa nuova forma di schiavismo, socialmente accettata, bisogna ringraziare chi mette il cappio al collo, perché offre una possibilità di fare esperienza. Chiariamo una cosa: i giovani si sono rotti il cazzo di fare esperienza come precari, hanno interiorizzato tutto del precariato. Ora vorrebbero farsi la stimolante esperienza del lavoro sicuro. Quello che ti permette di fare un mutuo per comprarti casa e, magari, farti una cazzo di vacanza senza avere l'incubo del conto in banca. Per uccidere non serve una pistola è sufficiente annegare i sogni di una persona. Metterlo in condizione di pensare "se mi compro questo cd e questo libro, il mio budget mensile regge?" I giovani bamboccioni, sono vittime di un generazione di Little Bill Daggett, ma molto meno irreprensibili e ligi alla Legge. Posso solo sperare che i giovani riescano a risvegliare in loro la furia di Will Munny e che, ai Little Bill Daggett, facciano un culo a capanna. E che poi ci si ritrovi tutti all'inferno! Detto per inciso il dialogo completo, fantastico per semplicità e concretezza, è questo:

Will: "E' una cosa grossa uccidere, gli levi tutto quello che ha, tutto quello che sperava di avere".
Kid: "Già... ma quelli se lo meritavano".
Will: "Tutti ce lo meritiamo, Kid".

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10 commenti:

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Fantastica citazione con relativo pezzo... E' proprio vero, non servono le armi vere e proprie per uccidere qualcuno!

Sibia ha detto...

grazie, pezzo meraviglioso..

Federica ha detto...

Oh, ma non mi vorrai mica vincere il premio cinematografico sulle blogdirectory?
Fantasia, ragazzo, ci vuole fantasia. Come diceva Kaori!!!

Valente il ragazzo diffidente ha detto...

@ Rospo: basta camuffare la verità, togliere la libertà, la possibilità di fruire della cultura. Viviamo in un paese dove un coglione del grande fratello, che non conosce la capitale d'Italia, esce osannato tra gli applausi invece che coperto da pernacchie potenti!

@ Sibia: grazie e a te.

@ Federica: ma quale premio sulle blogdirectory?! Mi basterebbe un 5 al superenalotto!! :-D

Federica ha detto...

@Valente: mi sembrava una recensione così piena di Pathos.....! :D ti accontenti di poco!! :-)

Mauro ha detto...

Uccidere i sogni è molto peggio che uccidere il corpo.

Per la prima volta dall'inizio del '900 ci troviamo nella situazione in cui i padri non possono sperare che i figli avranno più di quanto hanno avuto loro...

Saluti,

Mauro.

Valente il ragazzo diffidente ha detto...

@ Mauro: hai perfettamente ragione. Anzi, i figli che si ritrovano una casa e qualche soldo ereditato dai sacrifici dei genitori, devono ritenersi fortunati.

... daisy... ha detto...

Complimenti... questo post fa riflettere. TANTO.

Itsas ha detto...

bel post
un argomento evidentemente "sentito"
e delle sacrosante verità
stanno creando un divario enorme tra le generazioni che potrà anche sfociare in un conflitto... ma non se ne rendono conto

Valente il ragazzo diffidente ha detto...

@ Federica: non volevo scrivere una recensione, anche se il film è molto bello. E' stata una riflessione sui tempi che corrono. Viviamo una situazione che in un paese "presente a se stesso" sarebbe già sfociata in rivoluzione, qui invece, siamo anestetizzati in un rincoglionimento generale. E' anche vero che un paese presente a se stesso, non sarebbe mai arrivato in questa situazione. Per quanto mi riguarda vedo tutti i presupposti per la disobbedienza civile.

@ daisy: se con questo post ho fatto riflettere almeno una persona mi ritengo soddisfatto.

@ Itsas: molto sentito. Ho amici laureati che prendono stipendi da fame, con contratti a progetto (già il nome è una presa per il culo). Uno di questi, qualche settimana fa mi ha confessato, vergognandosene, che due o tre libri (parliamo di una 30ina di euro) al mese per lui sono una spesa che definisce al limite del sostenibile. Ditemi voi se questo è un paese civile. Ha studiato una vita per dover decidere se comprare un libro o da mangiare. E poi li chiamano bamboccioni che si deprimono. E ci credo che uno si deprime!