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martedì 8 giugno 2010

Ti è morto il gatto e chi l'ha morto sono io (I'll be back in Cafonland).

Questo è il primo post offerto dal nuovo servizio "Vuoi un post per il tuo compleanno?" e, non essendo nato da una mia spontanea riflessione o impellente necessità, temevo che avrebbe trattato di argomenti un po' "Ad minchiam" (cit.). La destinataria, shiaqui (se non capite non preoccupatevi è una parola subliminale), stia tranquilla e sappia che arriva dal profondo del cuore e, nonostante tutto, è figlio di un alacre lavoro composto da raccolta di spunti  (a quattro mani) e successiva elaborazione.

Non nego che il dover scrivere con una scadenza, mi ha messo una certa pressione. Soprattutto allo stomaco, provocando melodiche flatulenze aromatizzate al mughetto e biancospino ma, alla fine, ho trovato l'argomento. Il tutto nasce da cinque giorni di mare nella bellissima Liguria terra che, se fosse priva dei liguri, sarebbe ospitale ed accogliente. Non me ne vogliano i liguri, mia mamma è di Genova, ma il discorso potrebbe essere spostato su un piano molto più generale: il mondo sarebbe un luogo splendido e ospitale se non fosse per gli essere umani.

Dopo mesi di lavoro, a diretto contatto con clienti e studenti di ogni genere e sesso, mi sono regalato  cinque giorni di mare. Questa breve vacanza, mi ha offerto la possibilità di sperimentare parte delle gradazioni della maleducazione, senza il minimo uso di droghe. "I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati", così diceva Woody Allen. Mi duole dirlo ma, visto come se la passano attualmente gli insegnanti, la situazione andrà sicuramente peggiorando.

Se il replicante Roy Batty (che ringrazio per aver posato in esclusiva per piccolevitalità) chiosava la sua esistenza così:

"Io ne ho ... viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione ...
e ho visto i raggi B, balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come ... lacrime ... nella pioggia.
È tempo ... di morire."

Io potrei concludere la mia vacanza con queste parole:

"Io ne ho ... viste cose, che voi umani educati non potreste immaginarvi.
Androidi in infradito sul  bagnasciuga di Albisola ...
e ho visto i raggi B, ustionare le pelli di esseri senza sinapsi e dunque insensibili al dolore.
Ho visto famiglie e gelatai nevrotici...

E tutti quei momenti, per fortuna, andranno perduti nel tempo,
come... lacrime... nella pioggia.

È tempo... per loro (s'intende)... di morire."


Questo post, che inizialmente doveva essere qualcosa di estemporaneo e relativamente breve, è diventato un lavoro piuttosto articolato. A questa introduzione seguiranno cinque capitoli (al momento cinque, forse più forse meno), che vi elenco di seguito.

Introduzione: 
Ti è morto il gatto e chi l'ha morto sono io (I'll be back in Cafonland).

Capitolo 1: 

Capitolo 2: 

Capitolo 3: 

Capitolo 4: 
Gelato al cioccolato dolce ma l'è ducato, con gli eurocents te l'ho pagato (ballata per un cafone).

Capitolo 5: 
Adolescendo sulla spiaggia tra bagher e peli incarniti sul pube femmineo 
(Tim tribù io se voglio urlo di più).

Conclusioni.

Il tutto nasce come trattato sociologico. Una ricerca sul campo, per cercare di catalogare le mille sfacettature della maleducazione. Il punto di vista avrebbe dovuto essere innovativo. Avevo ingaggiato un gatto, con un curriculum di studi lungo così! Purtroppo l'animaletto, di per sé di carattere schivo e riservato, non ha resistito alla pressione di un lavoro simile. Dopo avermi consegnato gli ultimi faldoni di appunti cartacei, video e audio si è tolto la vita gettandosi da uno scoglio. Gli ultimi amici che l'hanno visto, dicono che fosse molto depresso. Alcuni sostengono parlasse di aprire un chioschetto di granite in Finlandia; altri che avesse fatto un operazione chirurgica per trasformarsi in pescegatto.  E' fuori di dubbio che l'operazione, se mai è stata fatta, sia stato un fiasco completo. E' stato ritrovato così, settimane dopo.
Spiaggiato vicino ad un asciugamano, tra un tizio che parlava al cellulare con lo stesso tono di voce di Robert Plant in Immigrant Song, e una radio a palla che mandava l'ultimo pezzo di David Guetta. Alla povera bestiola, la mancanza di vergogna del genere umano, ha negato anche l'ultimo riposo.

Continua la lettura: Primo Capitolo.

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3 commenti:

Navigo_A_Vista ha detto...

io credo... che questa fantomatica shiaqui lo vorrebbe postato sulla sua bacheca del profilo personale di fb... se no come capisce che è il suo post di compleanno??
Son solo supposizioni ovviamente!




http://alechiii.blogspot.com

Gi@nn@ndo ha detto...

Valente, ma dove hai trovato una foto del genere?...ORRIBILE!, avrei preferito la tua immagine mentre ti accingi a fare la ceretta!!!
Ti prego! passiamo velocemente al capitolo successivo, attendo con ansia il capitolo 1, l'introduzione non è stata delle migliori.

Valente il ragazzo diffidente ha detto...

Caro Gi@nn@ndo,
riguardo alla foto, inizialmente il post prevedeva la notazione:

"Nessun animale è stato maltrattato per la stesura di questo post".

Poi ho dovuto eliminarla... e non solo la notazione. A te le dovute riflessioni.